Washington critica il Nord Stream 2

Pubblicato il 11 dicembre 2018 alle 11:22 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno mosso nuove critiche nei confronti il progetto del gasdotto Nord Stream 2, considerato uno strumento della Russia per accrescere la sua influenza in Europa e la sua presa sull’Ucraina, come ha spiegato Francis Fannon, vice segretario di Stato per le risorse energetiche.

Il progetto in questione prevede la realizzazione di un gasdotto lungo 1.200 chilometri destinato al trasporto del gas dalla Russia orientale alla Germania settentrionale, passando attraverso il Mar Baltico. Il percorso che seguirà è lo stesso del gasdotto Nord Stream, in grado di trasportare 55 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Il nuovo progetto è nato in seguito all’esperienza positiva del Nord Stream quando, nell’ottobre 2012, era stato deciso di costruire la terza e la quarta stringa del gasdotto, oggi conosciute con il nome di Nord Stream 2. Secondo le stime di Gazprom, con l’implementazione del secondo progetto, prevista per la fine del 2019, la capacità aggregata di Nord Stream e Nord Stream 2 dovrebbe arrivare a 110 miliardi di metri cubi per anno.

Il gasdotto è sempre stato osteggiato da Washington, indipendentemente dalla sua leadership, dal momento che le critiche sono arrivate sia dal repubblicano Donald Trump sia dal suo predecessore democratico Barack Obama. Entrambi condividono l’idea secondo cui il Nord Stream 2 possa essere uno strumento della Russia per consolidare il suo potere in Europa, come riferisce Reuters.

Ciò che allarma gli Stati Uniti, specialmente in seguito al recente incidente che ha avuto luogo domenica 25 novembre lungo lo stretto di Kerch, è il ruolo dell’Ucraina. Come ha riportato il Financial Times in un’analisi, il Nord Stream 2 potrebbe non essere stato usato per trasportare ulteriore gas verso l’Europa, ma per fornire un’alternativa al gasdotto russo-ucraino. Il quotidiano ha inoltre spiegato che Mosca considera Kiev un partner inaffidabile e che le sue tariffe per il transito del gas sono così elevate da rendere antieconomica la rotta ucraina.

 Il problema, per Kiev, è che dopo l’implementazione del Nord Stream 2 raddoppierà la quantità di gas che la Russia è in grado di far arrivare in Europa senza dover passare attraverso paesi terzi. Di conseguenza, potrebbe diminuire l’importanza del gasdotto russo-ucraino, che trasporta il gas dal giacimento di Uregonj, in Alta Siberia, fino all’Europa, passando per l’Ucraina. In questo modo Kiev rischierebbe di perdere il peso derivante dal suo ruolo di Paese di transito. Ciò che teme è che nell’eventualità in cui sorgessero problemi di sicurezza energetica, l’Unione Europea non prenda le sue parti. È appunto accaduto che Putin abbia chiuso l’approvvigionamento di gas in Ucraina durante la crisi in Crimea del 2014. In quell’occasione, Bruxelles, temendo di essere a sua volta penalizzata da una simile decisione, riuscì ad ottenere la riapertura degli approvvigionamenti dell’Ucraina, grazie alle pressioni su Putin. Con l’approvazione del North Stream 2, l’Unione Europea potrebbe essere meno interessata a mediare in situazioni analoghe, dal momento che il suo approvvigionamento non sarebbe più così dipendente dai paesi terzi. Un secondo problema per l’Ucraina è il fatto che diminuirebbero le rendite di transito, che attualmente compongono circa il 3% del prodotto interno lordo ucraino.

Lunedì 2 dicembre, il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha dichiarato  che la Germania non ritirerà il suo sostegno politico verso il Nord Stream 2, nonostante i recenti sviluppi relativi allo stretto di Kerch. Maas ha spiegato che continuare a far parte del progetto garantirebbe a Berlino una significativa influenza sulla politica energetica russa, anche per quanto riguarda il ruolo dell’Ucraina.

Vladimir Putin ha riferito che il progetto in questione è puramente economico e non finalizzato a danneggiare altri Paesi. Il Presidente russo ha inoltre dichiarato che il gas russo potrebbe continuare a transitare attraverso l’Ucraina, anche dopo l’implementazione del Nord Stream 2. Rassicurazioni per il futuro di Kiev sono arrivate il 10 aprile di quest’anno da Angela Merkel che, durante un incontro con il presidente dell’Ucraina, Pietro Poroshenko, in riferimento ad una sua telefonata con Putin, ha dichiarato: “Ho reso chiaro che il progetto Nord Stream 2 non è possibile senza trasparenza sul futuro ruolo di transito dell’Ucraina”, come riporta The Guardian.

Tuttavia, il ruolo dell’Ucraina non è l’unica ragione per cui gli Stati Uniti si oppongono al Nord Stream 2. Dal momento che il fabbisogno energetico dell’Europa sta aumentando e le risorse stanno diminuendo, precisamente, di un terzo nel 2016, gli Stati Uniti speravano che il loro gas potesse conquistare il mercato del continente. Per l’appunto, Trump ha proposto ai suoi alleati europei di sostituite il gas russo con quello statunitense, che però è più caro a causa dei costi di traporto. Per questo motivo, durante il vertice della NATO dell’11 luglio, Donald Trump ha apertamente attaccato Angela Merkel, dicendole: “Dobbiamo parlare dei miliardi e miliardi di dollari che vengono pagati al paese da cui potremmo proteggervi”. La prospettiva che irrita Trump, è che la Germania sta portando avanti affari sempre più grandi con Mosca ma, allo stesso tempo, in quanto membro della NATO, che non ha raggiunto il 2% del PIL per la difesa, riceve la protezione militare agli Stati Uniti per essere difesa dalla Russia.

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Cristina Lipari

di Redazione

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