Due tentati attacchi in Cisgiordania: un ragazzo palestinese ucciso

Pubblicato il 11 dicembre 2018 alle 16:33 in Israele Palestina

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Le forze israeliane hanno sparato ad un ragazzo palestinese in un villaggio occupato in Cisgiordania, dopo che questo aveva cercato di attaccarle alla guida di un’automobile, nei pressi di un check-point. Il giovare è stato identificato essere il 27enne Omar Hassna Awad, originario di Ishana, a Hebron.

Secondo quanto riferito dal Ministero della Salute dell’Autorità Palestinese, Awad è morto per le ferite riportate, in quanto è stato colpito dai proiettili alla schiena diverse volte mentre si stava scagliando alla guida dell’auto contro i soldati israeliani. L’agenzia di stampa palestinese Ma’an News Agency riferisce che il ragazzo è stato lasciato sanguinante prima dell’arrivo dell’ambulanza.

L’incidente è avvenuto a pochi giorni di distanza dall’incursione delle forze di sicurezza israeliane in Cisgiordania, a Ramallah, alla ricerca di un uomo armato che l’8 dicembre aveva ferito 7 soldati israeliani vicino agli insediamenti illegali di Ofra.

In un attacco separato nel Nord della Valle del Giordano, un uomo palestinese alla guida di un’auto ha cercato di travolgere un gruppo di ufficiali di confine, che hanno aperto il fuoco. In questo caso, l’attentatore è stato arrestato, senza rimanere ferito.

Nonostante la comunità internazionale consideri l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele un’attività illegittime, il Paese continua ad annunciare nuovi piani per la costruzione di numerose case in Cisgiordania. L’occupazione e il colonialismo sono giustificati legalmente se effettuate in brevi periodi e, soprattutto, in condizioni anormali “che conducono senza esitazione all’autodeterminazione e alla sovranità”, come spiegato dal relatore speciale dell’Onu, Michale Lynk nel proprio rapporto del 2017 all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

Nel corso dei due anni passati, da quando Donald Trump è stato nominato presidente degli Stati Uniti, l’occupazione israeliana si è espansa. Nel 2017 e nel 2018 sono state rispettivamente 3.154 e 3.167 le offerte di unità abitative, contro le sole 46 nel 2016. Attualmente, ci sono circa 600.000/750.000 i coloni illegali che vivono in circa 150 insediamenti tra la Cisgiordania e Gerusalemme Est. Si tratta di una violazione della Quarta Convenzione di Ginevra, secondo l’Onu, che proibisce agli Stati di trasferire i loro cittadini in una terra occupata, nonché un presunto crimine di guerra ai sensi dello Statuto di Roma del 1998 che istituisce la Corte penale internazionale.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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