Delegazione israeliana in visita a Mosca per discutere operazione contro Hezbollah

Pubblicato il 11 dicembre 2018 alle 10:23 in Israele Russia

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Una delegazione israeliana giungerà a Mosca, nella giornata di martedì 11 dicembre, per colloquiare con le controparti russe in merito alle operazioni per distruggere i tunnel di Hezbollah al confine con il Libano. La notizia è stata annunciata da un comunicato dell’esercito, il quale ha riferito che la delegazione è composta da ufficiali senior ed è guidata dal generale Aharon Haliva. Nei due giorni di visita, in particolare, le parti discuteranno anche di altre questioni di sicurezza.

La visita avviene in seguito ad una telefonata tra il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente russo, Vladimir Putin, effettuata l’8 dicembre. Durante il colloquio, il leader del Cremlino ha sottolineato l’importanza delle prossime consultazioni tra gli esperti della Difesa dei due Paesi, voluta da Netanyahu, in merito alla situazione in Siria. I due hanno altresì discusso la possibilità di incontrarsi di persona. Putin ha sottolineato l’importanza della stabilità nella regione, nel rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che prevede che Hezbollah si ritiri dal Libano meridionale. Il documento era stato approvato nel 2006, in seguito alla seconda guerra israelo-libanese, l’ultimo principale conflitto fra le forze di Israele e il gruppo terroristico, supportato dall’Iran. La Russia, tuttavia, non considera Hezbollah un’organizzazione terroristica.

Il 4 dicembre, le forze di difesa israeliane (IDF) hanno lanciato un’operazione per distruggere una serie di tunnel utilizzati dai militanti di Hezbollah per compiere attacchi, presso il confine Nord di Israele con il Libano. L’operazione, chiamata Operation Northern Shield, è stata annunciata dal portavoce delle IDF, il tenente colonnello Jonathan Conricus, il quale ha spiegato che diverse gallerie sotterranee utilizzate da Hezbollah penetrano il territorio israeliano verranno distrutte. “Consideriamo le azioni del gruppo libanese una violazione palese e sfacciata della sovranità di Israele”, ha affermato Conricus, aggiungendo che, al momento, i tunnel non erano ancora operativi e, quindi, non costituiscono una minaccia imminente.

Da anni, Israele è convinto che Hezbollah pianifichi di condurre raid oltre i confini del Libano per prendere il controllo di centri urbani nel Nord del territorio israeliano. Per tale ragione, il paese mediorientale continua a ripetere che non permetterà all’Iran o a gruppi sciiti di stabilire una presenza permanente in Siria dopo la guerra e, pertanto, ha lanciato numerosi attacchi su obiettivi considerati una minaccia alla sua sicurezza. Dall’altra parte. la Russia, che è il principale sostenitore del presidente siriano, Bashar al-Assad, ha mantenuto una linea diretta con Israele, permettendogli di eseguire gli attacchi, previa comunicazione al governo russo.

I rapporti fra Israele e Russia erano peggiorati in seguito alla consegna in Siria, da parte di Mosca, del sistema di difesa missilistico S-300. Tale dispositivo era stato fornito in seguito all’abbattimento di un aereo spia russo, avvenuto il 17 settembre, da parte delle forze siriane, che stavano rispondendo a un attacco israeliano nello spazio aereo della Siria. La Russia aveva incolpato Israele per l’incidente, che aveva ucciso 15 membri dell’equipaggio russo. Da parte sua, il governo israeliano aveva respinto le accuse e negato qualsiasi responsabilità nell’accaduto.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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