Corea del Nord: sanzioni USA per 3 funzionari

Pubblicato il 11 dicembre 2018 alle 12:25 in Corea del Nord USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno annunciato, martedì 11 dicembre, di aver sanzionato 3 funzionari nordcoreani, tra cui un importante braccio destro del leader Kim Jong-un. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha divulgato i nominativi degli individui contro i quali verranno applicate le restrizioni. Il primo è Ryong Hae Choe, che guida il Dipartimento dell’Organizzazione e della Guida del Partito dei Lavoratori della Corea; il secondo è ministro della Sicurezza dello Stato Kyong Thaek Jong e, il terzo, è il capo del Dipartimento di propaganda e agitazione, Kwang Ho Pak.

La motivazione addotta è la grave violazione dei diritti umani e la censura. Tuttavia, ancora nessuna dichiarazione è stata rilasciata per poter collegare la decisione di sanzionare i tre uomini alla diplomazia tra Corea del Nord e USA sul nucleare, che, secondo l’agenzia stampa Reuters, ha fatto pochi progressi evidenti da quando Kim Yong-un e il capo della Casa Bianca, Donald Trump, si sono incontrati a Singapore nello storico summit del 12 giugno.

Le sanzioni, il cui effetto è il congelamento di tutti i beni che i funzionari hanno sotto la giurisdizione degli Stati Uniti e di norma l’impedimento di transazioni economiche, finanziarie e commerciali con chiunque in America, sono state annunciate congiuntamente ad un rapporto semestrale sugli abusi della Corea del Nord dal Dipartimento di Stato degli USA. “Le violazioni dei diritti umani in Corea del Nord restano tra le peggiori al mondo e includono uccisioni extragiudiziali, lavori forzati, torture, detenzioni arbitrarie prolungate, stupri, aborti forzati e altre violenze sessuali”, ha rimarcato il portavoce del Dipartimento di Stato, Robert Palladino, in una dichiarazione che accompagna il rapporto.

Non c’è stata alcuna reazione immediata da parte della Corea del Nord alle nuove restrizioni. In un commento di martedì 11 dicembre, tuttavia, il giornale di Stato nordcoreano Rodong Sinmun ha criticato la decisione del 29 novembre da parte di Trump di rinnovare le sanzioni contro il presunto traffico di esseri umani, denunciandolo come “una provocazione politica imperdonabile”. La testata nordcoreana ha poi aggiunto che “gli Stati Uniti dovrebbero aver capito di doversi sbarazzare dell’abitudine stantia del confronto e dell’ostilità già da tempo, consapevoli del fatto che la banale accusa di violazione dei diritti umani contro la Corea del Nord porterà solo disonore negli Stati Uniti”.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato che le sanzioni del 10 dicembre “mettono in risalto il trattamento riprovevole da parte della Corea del Nord di coloro che sono nel Paese e servono come promemoria del brutale trattamento della Corea del Nord al cittadino americano Otto Warmbier”.

Warmbier era uno studente americano morto a giugno 2017 dopo 17 mesi di detenzione in Corea del Nord. Il suo caso, che ha attirato l’attenzione di tutta la comunità internazionale, ha contribuito all’accrescere della tensione tra Pyongyang e Washington. La Corea del Nord, tuttavia, ha ripetutamente respinto le accuse di violazioni dei diritti umani e incolpa le sanzioni per la terribile situazione umanitaria in versa oggi il Paese asiatico.

Nel mese di giugno, in occasione del vertice Trump-Kim, la Corea del Nord ha rilasciato tre prigionieri americani, anche se i colloqui tra i due paesi si sono fermati. Il mese scorso, la Corea del Nord ha dichiarato che avrebbe deportato un altro cittadino statunitense detenuto. I colloqui che erano stati pianificati per l’8 novembre tra il Segretario di Stato americano Mike Pompeo e l’ex funzionario nordcoreano Kim Yong Chol e che miravano a spianare la strada a un secondo vertice sono stati annullati con un preavviso di 24 ore. Trump ha tuttavia dichiarato che probabilmente lui e Kim si incontreranno una seconda volta a gennaio o febbraio.

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di Redazione

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