Procuratori di Seul accusano 4 individui di importazione illegale di carbone nordcoreano

Pubblicato il 10 dicembre 2018 alle 15:11 in Corea del Nord Corea del Sud

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Quattro persone sono state accusate dai procuratori della Corea del Sud per aver importato milioni di dollari in carbone, di origine nordcoreana, in violazione delle sanzioni internazionali, secondo quando dichiarato dagli uffici amministrativi sudcoreani, lunedì 10 dicembre.

Gli imputati, non ancora identificati, sono incriminati di aver introdotto carbone nordcoreano ed altro materiale falsificando i certificati d’origine, mascherandoli come prodotti arrivati da porti russi. La tradizionale rotta per il carbone della Corea del Nord, che passava attraverso la Cina, è inagibile a causa delle sanzioni che hanno investito Pyongyang, volte a soffocare i finanziamenti per i suoi programmi di missili nucleari e balistici.

L’inchiesta è condotta dall’ufficio dei PM del distretto di Daegu, la cui accusa, riportata in una dichiarazione ufficiale, è che gli imputati volessero trarre profitto dall’arbitraggio, poiché i prezzi del carbone nordcoreano sono bassi per la difficoltà ad essere venduto a livello internazionale.

Una dei quattro imputati, una donna di 44 anni, è stata arrestata per aver trasportato circa 28.962 tonnellate di carbone e 2.010 tonnellate di ghisa dalla Corea del Nord, in totale pari a circa 4,5 milioni di dollari, più di 5 miliardi di won, tra aprile e ottobre 2017, secondo quanto riporta l’ufficio di Daegu. La donna è stata altresì accusata di violazione della legge sulle dogane portando circa 4mila tonnellate di bricchetti di carbone dal Paese vicino, con un valore di 800 milioni di won.

I capi d’accusa delle altre 3 persone, che sono state solamente incriminate e non arrestate, sono l’importazione o l’incoraggiamento all’importazione di milioni di dollari di carbone e ghisa nordcoreani nello stesso periodo della complice, da aprile a ottobre 2017.

Non è la prima volta che un traffico illegale esce allo scoperto. L’agenzia doganale della Corea del Sud ha rilevato ad agosto che alcune imprese avevano importato carbone dalla Corea del Nord in violazione delle risoluzioni dell’Onu.

In più, la legge interconfederale di scambio e cooperazione della Corea del Sud proibisce l’importazione di prodotti nordcoreani senza l’approvazione speciale del ministro dell’unificazione, riporta Reuters.

Alla fine della Guerra di Corea, il 17 luglio 1953, il regime nordcoreano si è gradualmente isolato, soprattutto per via delle sue ambizioni militari e nucleari. Le tensioni con gli Stati Uniti in merito allo sviluppo del programma missilistico sono scoppiate nel 2003, quando Pyongyang abbandonò il Trattato di non-proliferazione nucleare (NPT), facendo altresì naufragare un accordo quadro con gli USA che prevedeva lo scambio tra forniture energetiche e la sospensione dell’armamento nordcoreano.

Quando Pyongyang, nel 2006, effettuò il primo test nucleare, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu adottò alcune risoluzioni all’unanimità, condannando le azioni nordcoreane e imponendo sanzioni, che sono state aumentate nel corso del tempo con la speranza di fermare le mire della Corea del Nord. Tra le misure restrittive si contano un bando sulle importazioni di armi e delle tecnologie che aiuterebbero il regime di Pyongyang a raggiungere il proprio obiettivo nucleare.

 La relazione tra le due Coree è peggiorata nei mesi estivi del 2017, per via della escalation di dimostrazioni di forza tra la Corea del Nord da una parte, e gli Stati Uniti e la Corea del Sud dall’altra. La tensione si è stemperata agli inizi del 2018, quando il 9 gennaio le delegazioni dei due Stati si sono incontrate nella zona demilitarizzata che funge da confine per discutere della partecipazione della Corea del Nord alle Olimpiadi invernali e a seguito dello storico summit di Singapore, tenutosi il 12 giugno 2019 tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un, dove si è deciso per uno sforzo collettivo per la denuclearizzazione del Paese asiatico e il ristabilimento della pace nella regione.

Riguardo alle sanzioni internazionali per ostacolare la corsa al nucleare di Kim Jong-un, il 5 agosto 2017 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha vietato la vendita da parte della Corea del Nord dei maggiori prodotti di export dello Stato. Il bando sul carbone, ferro, minerale di ferro, piombo, minerale di piombo e prodotti ittici, è entrato in vigore nel tentativo di ridurre di un terzo i 3 miliardi di dollari di entrate annuali dall’esportazione del Paese. In più, l’11 settembre 2017 il Consiglio di Sicurezza ha limitato le importazioni di Pyongyang di petrolio greggio e di prodotti petroliferi raffinati.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.