Messico: sette poliziotti uccisi in una settimana nello stato di Jalisco

Pubblicato il 10 dicembre 2018 alle 6:01 in America Latina Messico

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Sette poliziotti sono stati uccisi nello stato messicano di Jalisco negli ultimi 7 giorni. L’ultimo assassinato è il sottufficiale della polizia municipale José Manuel de Anda Tapia, ucciso a colpi di arma da fuoco da un commando armato nel municipio di El Salto a Jalisco, nell’est del Messico. L’agente è stato attaccato mentre guidava la sua auto privata dopo aver terminato il suo turno. Più di 45 bossoli sono stati trovati sulla scena del crimine, tra cui alcuni calibro 9 e altri di arma lunga. I media locali hanno indicato che la vittima aveva ricevuto in precedenza minacce da diversi agenti operativi, tuttavia, le autorità locali non hanno fornito ulteriori dettagli sull’omicidio.

Le autorità di El Salto hanno solo riconosciuto che De Anda Tapia è stato intercettato questa mattina da due veicoli guidati dagli assalitori e che sulla scena del crimine vi sono segni di fuoco incrociato tra la polizia e gli aggressori a causa di macchie di sangue sulla strada. La vittima aveva almeno cinque anni di esperienza come agente del comune e aveva raggiunto il grado di sottufficiale nel corso dell’ultima promozione

L’assassinio di José Manuel de Anda Tapia si aggiunge all’uccisione di sei membri della Forza unica di polizia di Jalisco, nel comune di La Huerta lo scorso lunedi 3 dicembre. Un attacco presumibilmente compiuto da trafficanti di droga. L’ufficio del procuratore generale ha riferito che l’attacco ha avuto luogo quando gli aggressori hanno cercato di liberare un detenuto dgli agenti della Forza unica. I poliziotti hanno respinto l’aggressione per diversi minuti, ma non hanno resistito all’attacco con granate e fucili d’assalto. Gli aggressori sono fuggiti su tre furgoni bianchi e sul luogo hanno lasciato veicoli in fiamme, secondo quanto hanno riferito diversi testimoni alle autorità.

I due episodi violenti si sono verificati a 24 ore di distanza dall’insediamento di Enrique Alfaro al Governatorato di Jalisco. Per il ricercatore dell’Istituto Nazionale di Scienze Criminali, Martín Barrón, intervistato dal quotidiano spagnolo El Paçis, questi attacchi contro le autorità locali non sono casuali. “C’è un cambio di governo e a questo cambio di governo il crimine organizzato sta cercando di adattarsi. Ciò che vogliono le organizzazioni legate al narcotraffico sono autorità che consentano loro di continuare a fare affari . Per l’esperto di sicurezza, la violenza contro le autorità è un messaggio dai cartelli nell’area per continuare a operare nonostante il cambiamento politico. Nell’area opera il cartello Jalisco Nueva Generación, uno dei gruppi criminali più violenti e in più rapida crescita degli ultimi anni. 

Meno di una settimana dopo l’inizio del governo di Andrés Manuel López Obrador, la violenza, che ha segnato gli ultimi due anni di storia del Messico in una spirale sempre in crescendo, non accenna a diminuire. Solo nello stato di Jalisco sono stati registrati 1950 omicidi da gennaio a ottobre 2018, che rappresentano un aumento del 55% rispetto alle vittime degli omicidi intenzionali dello stesso periodo dell’anno scorso, secondo i dati ufficiali. A livello nazionale, in Messico si sono registrati quasi 28.000 omicidi nei primi dieci mesi di quest’anno. 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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