Iran: arrestati 10 sospettati legati all’attacco del 6 dicembre

Pubblicato il 10 dicembre 2018 alle 8:55 in Iran Medio Oriente

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La polizia iraniana ha arrestato 10 sospettati legati all’attacco suicida del 6 dicembre nel porto di Chabahar, in cui sono morti 3 ufficiali di sicurezza e sono rimaste ferite almeno 40 persone. Il gruppo sunnita separatista Ansar al-Furqan, considerato un’organizzazione terroristica da Teheran, ha rivendicato l’attentato, diffondendo una foto del presunto kamikaze, identificato essere Abdullah Aziz.

Il porto di Chabahar, posizionato tra le province di Sistan-Baluchestan, si torva al confine con il Pakistan ed ospita un progetto congiunto tra Iran e India, la principale rivale regionale di Islamabad. Nel dicembre 2010, almeno 41 persone morirono, mentre altre 90 rimasero ferite, in un attacco suicida contro la moschea della città iraniana. L’azione venne rivendicata da un gruppo estremista sunnita chiamato Jundallah, conosciuto anche con il nome “Soldati di dio”.

L’Iran ha puntato il dito contro gli Stati Uniti e i principali rivali della regione, quali Israele e l’Arabia Saudita, accusandoli di supportare i gruppi che oppongono il governo di Teheran. Tuttavia, in realtà, non è chiaro chi ci sia dietro tali organizzazioni.

Mentre gli attacchi suicidi sono relativamente rari in Iran, gli assalti contro le forze di sicurezza nella provincia Sistan-Baluchistan, negli ultimi anni, sono stati abbastanza frequenti. Il 7 giugno 2017, l’Iran ha subito il primo attacco terroristico rivendicato dall’ISIS. Quella mattina si sono verificati due attentati simultanei a Teheran. Il primo è avvenuto presso il Parlamento iraniano alle 10:15 locali, dove 4 individui, uno dei quali si è fatto saltare in aria, hanno cominciato a sparare, ferendo 3 guardie. Il secondo si è verificato alle 10:30 locali nei pressi del mausoleo dell’Ayatollah Khomeini, dove un uomo armato ha aperto il fuoco, mentre una kamikaze si è fatta esplodere. Le vittime sono state in tutto 23, tra cui i 5 attentatori, mentre i feriti 52. Subito dopo l’accaduto, il ministro dell’Interno iraniano, Mohammad Hossein Zolfaghari, ha riferito che gli attentatori si erano introdotti all’interno del Parlamento travestiti da donne. Il 9 giugno 2017, l’ISIS ha rivendicato il doppio attentato attraverso un comunicato pubblicato dall’agenzia di stampa online dei terroristi, Amaq. 

L’Iran, dal 1984 è presente nella lista del governo americano relativa agli Stati sponsor di terrorismo. Secondo quanto riferito dal Country Report on Terrorism 2017, nel corso dell’anno passato, Teheran ha continuato la propria attività terroristica, supportando diversi gruppi tra cui Hezbollah (LH), organizzazioni palestinesi a Gaza, in Siria, in Iraq e nel resto del Medio Oriente. In particolare, spiega il rapporto, l’Iran utilizza l’Islamic Revolutionary Guard Corps-Qords Force (IRGC-QF) per fornire supporto a tali gruppi, al fine di creare instabilità nella regione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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