USA: continua il sostegno alla coalizione saudita in Yemen

Pubblicato il 9 dicembre 2018 alle 12:38 in USA e Canada Yemen

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Gli Stati Uniti intendono continuare a sostenere la coalizione araba a guida saudita nel conflitto in Yemen, e i loro sforzi perdureranno anche nel tentativo di ridurre l’influenza dell’Iran da una parte, e dei militanti islamisti dall’altra, nel Paese.

A rendere note le decisioni di Washington è stato, domenica 9 dicembre, un portavoce del Dipartimento di Stato americano. Durante un forum sulla sicurezza negli Emirati Arabi Uniti, Timothy Lenderking, vice Segretario  per gli Affari del Golfo Persico, ha dichiarato: “Ci sono pressioni nel nostro sistema… per ritirarci dal conflitto, o per sospendere il nostro sostegno alla coalizione. Noi dell’amministrazione ci opponiamo fermamente a tali pareri. Crediamo che il supporto alla coalizione sia necessario. Se lo interrompiamo, manderemo un messaggio sbagliato”.

Da quando, il 2 ottobre, è stato ucciso Jamal Khashoggi al consolato saudita di Instanbul, l’amministrazione americana ha subito forti pressioni interne in merito alla sua posizione nella guerra in Yemen, scoppiata il 22 marzo 2015 e ormai quasi entrata nel quarto anno di violenze.

Lenderking ha inoltre affermato che le trattative di pace avviate nella prima settimana di dicembre sono un “primo passo cruciale” per porre fine al conflitto che ha ucciso decine di migliaia di persone e causato la più grande carestia della storia recente. Il funzionario si è detto convinto di non avere illusioni circa la facilità del processo, ma secondo lui ci sono stati segnali positivi che lasciano sperare dinamiche costruttive. Lenderking ha inoltre affermato che Washington si aspetta dalle riunioni risultati concreti circa misure atte a ricostruire la fiducia e permettere un organismo governativo di transizione. “Guardando al futuro che si staglia davanti al nostro cammino, cerchiamo uno Yemen unito e stabile che promuova, piuttosto che minare, la stabilità regionale e globale”, ha affermato, aggiungendo: “Nel futuro Yemen non c’è spazio per una minaccia spalleggiata dall’Iran nei confronti dell’Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti e dei quartieri economici principali”. Lenderking ha altresì ribadito che la coalizione araba a guida saudita è impegnata anche nella lotta contro al-Qaeda e i militanti dello Stato Islamico in Yemen.

Secondo il vice Segretario, circa 1 milione di ex combattenti dovranno essere disarmati una volta raggiunto un accordo, e ciò implicherà una riforma del settore della sicurezza, un rilancio dell’economia e il ripristino di infrastrutture fatiscenti. “I primi sforzi di rilancio sono già in corso, ma una ricostruzione su larga scala può avvenire soltanto in un ambiente pacifico. Per questo motivo vogliamo sbarrare la strada all’influenza nefasta dell’Iran”.

Nel mese di novembre, gli Stati Uniti avevano sospeso il loro rifornimento di carburante all’aviazione della coalizione saudita, la quale è stata accusata dei raid aerei che, nel corso del conflitto, hanno ucciso migliaia di civili in Yemen.

Le rassicurazioni del funzionario americano in merito al continuativo supporto verso l’Arabia Saudita giungono mentre la Svezia ospita le prime trattative di pace degli ultimi 2 anni, guidate dalle Nazioni Unite, tra le parti in conflitto, e mentre i leader dei Paesi del Golfo sono impegnati, domenica 9 dicembre, in un vertice annuale a Riad, nel quale affronteranno la tematica della guerra in Yemen.

Il conflitto nel Paese, considerato da molti come una guerra per procura tra Riad e Teheran, vede schierati da una parte i ribelli Houthi e dall’altra le forze yemenite leali al governo di Abd-Rabbu Mansour Hadi, che è spalleggiato dalla coalizione araba guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Gli Houthis, che lanciano regolarmente missili contro località saudite, controllano ampie porzioni del Paese, tra cui la capitale Sanaa, in seguito alla cacciata del governo di Hadi dalla città nel 2014. Le forze governative hanno adesso la loro base nel porto meridionale della città di Aden.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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