Putin telefona a Netanyahu per migliorare cooperazione militare in Siria e in Libano

Pubblicato il 9 dicembre 2018 alle 12:07 in Israele Russia

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Il Cremlino ha reso noto, sabato 8 dicembre, che il presidente russo, Vladimir Putin, ha comunicato al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che i loro due Paesi devono migliorare la cooperazione militare in Siria.

Putin ha sottolineato l’importanza delle prossime consultazioni tra gli esperti della difesa dei due Paesi, voluta proprio da Netanyahu, in merito alla situazione in Siria. Durante la loro telefonata, i due leader hanno altresì discusso la possibilità di incontrarsi di persona.

I rapporti fra Israele e Russia erano peggiorati in seguito alla consegna in Siria, da parte di Mosca, del sistema di difesa missilistico S-300. Tale dispositivo era stato fornito in seguito all’abbattimento di un aereo spia russo, avvenuto il 17 settembre, da parte delle forze siriane, che stavano rispondendo a un attacco israeliano nello spazio aereo della Siria. La Russia aveva incolpato Israele per l’incidente, che aveva ucciso 15 membri dell’equipaggio russo. Da parte sua, il governo israeliano aveva respinto le accuse e negato qualsiasi responsabilità nell’accaduto.

Israele ha ripetuto che non permetterà all’Iran o a gruppi sciiti di stabilire una presenza permanente in Siria dopo la guerra e, pertanto, ha lanciato numerosi attacchi su obiettivi considerati una minaccia alla sua sicurezza. Da parte sua la Russia, che è il principale sostenitore del presidente siriano, Bashar al-Assad, ha mantenuto una linea diretta con Israele, permettendogli di eseguire gli attacchi, previa comunicazione al governo russo.

Inoltre, Putin e Netanyahu hanno discusso le operazioni israeliane al confine con il Libano. Il presidente russo è stato aggiornato sull’Operation Northern Shield, cominciata il 4 dicembre. Tale operazione ha come obiettivo individuare e distruggere i tunnel sotterranei transfrontalieri del gruppo terroristico libanese Hezbollah. Fino ad ora, sono state rinvenute due gallerie. Da anni, Israele è convinto che Hezbollah pianifichi di condurre raid oltre i confini del Libano per prendere il controllo di centri urbani nel Nord del territorio israeliano. L’operazione inaugurata il 4 dicembre è iniziata nei pressi della comunità di Metula, una zona militare chiusa. Inoltre, ulteriori truppe sono state posizionate nel Nord di Israele come precauzione. Secondo The Times of Israel, la Russia ha espresso tacito supporto nei confronti dei tentativi di distruggere i tunnel del gruppo terroristico, nonostante abbia chiesto a entrambe le parti di moderarsi per non peggiorare la situazione al confine libanese.

Putin ha sottolineato l’importanza della stabilità nella regione, nel rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che prevede che Hezbollah si ritiri dal Libano meridionale. Il documento era stato approvato nel 2006, in seguito alla seconda guerra israelo-libanese, l’ultimo principale conflitto fra le forze di Israele e il gruppo terroristico, supportato dall’Iran. La Russia, tuttavia, non considera Hezbollah un’organizzazione terroristica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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