Immigrazione: 70 funzionari sostengono controverso patto ONU su gestione flussi migratori

Pubblicato il 9 dicembre 2018 alle 11:23 in Immigrazione Marocco

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I funzionari di più di 70 città del mondo hanno promesso di lavorare insieme per gestire i flussi migratori, sabato 8 dicembre, sostenendo un patto delle Nazioni Unite dal quale sempre più Paesi si stanno tirando fuori e che verrà ufficialmente approvato durante la conferenza di Marrakesh del 10 e 11 dicembre.

Nel 2017, ci sono stati 258 milioni di migranti internazionali, un aumento di circa il 50% dal 2000, secondo le stime dell’ONU. Il numero di rifugiati, che rappresenta il 3,4% della popolazione mondiale, sta crescendo più velocemente della popolazione globale a causa di ineguaglianza, violenze, conflitti e cambiamento climatico. Per cercare di gestire la problematica della migrazione, il 10 e 11 dicembre a Marrakesh si terrà una conferenza intergovernativa, con l’obiettivo di adottare formalmente il “Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare”.

Tale accordo era stato finalizzato a luglio da tutti i 193 membri dell’ONU, tranne gli Stati Uniti. In quel periodo, si contavano circa 21,3 milioni di rifugiati in tutto il mondo. Il patto si interessa di problematiche quali la protezione delle persone che migrano, come integrarle nei nuovi Paesi e come farle tornare nei loro Stati. Le Nazioni Unite hanno definito questo documento come un accordo storico e omnicomprensivo che servirà come base per le politiche future. Il patto non è vincolante, ma è stato fortemente criticato dai governi di destra occidentali e dai partiti che ritengono che incoraggerà la migrazione.

Il patto verrà entrerà ufficialmente in vigore durante la seconda settimana di dicembre, in occasione dell’incontro nella città di Marrakesh. Tuttavia, da luglio, alcuni governi europei di destra, quali ad esempio quello austriaco, ungherese e polacco, hanno deciso di non adottare l’accordo. L’Austria, ad ottobre, aveva deciso di ritirarsi perché l’accordo avrebbe reso poco chiara la differenza tra migrazione legale e illegale. Australia, Olanda e Austria sono gli unici Paesi a essersi rifiutati ufficialmente di sostenere il GMC, nonostante siano parte del processo. Inoltre, Bulgaria, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Estonia e Italia si sono rifiutati di partecipare alla conferenza o di firmare l’accordo. Roma non vuole che le Nazioni Unite vengano coinvolte nel processo, insistendo che le decisioni sui flussi migratori spettano ai governi nazionali. Tallinn, da parte sua, ha definito il GCM un accordo non in linea con la legge internazionale.

Per cercare di contrastare questa tendenza, i funzionari di più di 70 città si sono incontrati a Marrakesh, sabato 8 dicembre, per capire come lavorare meglio insieme in relazione ai flussi migratori, per esempio fornendo lavori e alloggi o, nel caso dei Paesi africani, insegnare alcune abilità per evitare che le persone intraprendono viaggi verso l’Europa. All’incontro hanno partecipato anche i funzionari di alcuni Paesi che si sono tirati fuori dal patto, come gli Stati Uniti, o che sono critici nei suoi confronti, ad esempio l’Italia. I partecipanti al forum delle Nazioni Unite hanno promesso di accogliere in modo appropriato i rifugiati e i richiedenti asilo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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