Yemen: Houthi respingono proposta di riaprire aeroporto di Sana’a

Pubblicato il 8 dicembre 2018 alle 10:52 in Medio Oriente Yemen

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I ribelli Houthi hanno respinto la proposta del governo dello Yemen, che ha chiesto loro di riaprire l’aeroporto internazionale di Sana’a, poiché tale offerta non rispettava gli standard internazionali.

Il governo yemenita aveva avanzato la proposta venerdì 7 dicembre, ponendo come condizione che gli aeroplani fossero ispezionati negli aeroporti di Aden o di Seiyoun, che si trovano sotto il controllo della coalizione a guida saudita, in guerra contro il movimento dei ribelli. Marwan Dammaj, un membro della delegazione del governo, ha dichiarato che l’aeroporto di Sana’a verrebbe riaperto solamente ai voli domestici, per “porre fine alle sofferenze del popolo in merito ai trasporti”.

Il capo della delegazione Houthi alle trattative di pace, Mohammad Abdul Salam, ha respinto la proposta del governo, dichiarando che l’aeroporto dovrebbe essere riaperto secondo gli standard internazionali e aggiungendo che i ribelli non accetteranno alcun tipo di ispezione. L’aeroporto si trova sotto il controllo degli Houthi dal 2014 ed è stato ripetutamente bombardato dall’alleanza saudita. Gli aerei, le piste e l’edificio del terminal principale hanno subito gravi danni.

Le delegazioni delle due parti yemenite si trovano nella città svedese di Rimbo da giovedì 6 dicembre per una serie di trattative volte a trovare un modo per porre fine alla guerra nel Paese. L’inviato speciale per lo Yemen delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, sta cercando di introdurre una serie di misure per far sì che entrambe le parti si fidino l’una dell’altra. Ad esempio, il diplomatico ha proposto scambi di prigionieri, che è già stato accettato sia dal governo, sia dai ribelli, negoziati per un cessate-il-fuoco nella città di Hodeida e la riapertura dell’aeroporto internazionale di Sana’a. Griffiths ha altresì richiesto a entrambe le parti di essere “realistiche” e di concentrarsi su trattative pacifiche. Un ufficiale degli Houthi, Abdul Malik al-Ajri, ha dichiarato di sperare che, durante le trattative in Svezia, si trovi una soluzione politica per risolvere il conflitto in Yemen.

Nonostante siano in corso le trattative di pace, la coalizione a guida saudita sta continuando ad attaccare il Paese. Il canale TV Al-Masirah, affiliato ai ribelli, venerdì 6 dicembre ha comunicato che almeno 3 raid aerei avevano colpito il distretto al-Tahita della città di Hodeida, qualche ora dopo che i rappresentanti del governo yemenita e degli Houthi si erano incontrati per il primo giorno di trattative a Rimbo. Secondo Al-Masirah, nelle 72 ore seguenti si sono verificate almeno altre 60 incursioni aeree, che hanno causato la morte di 3 donne. Le agenzie umanitarie hanno comunicato che l’offensiva a Hodeida potrebbe aumentare la crisi umanitaria nel Paese, dato che la città ospita il porto che riceve le importazioni dall’estero e gli aiuti umanitari.

Hamza al-Kamali, un membro della delegazione del governo yemenita in Svezia, ha dichiarato che nonostante la priorità sia quella di gestire la situazione umanitaria nel Paese, la coalizione sta comunque continuando a colpire le aree controllate dai ribelli. “Non crediamo in una pace a breve termine. Gli Houthi useranno la tregua come una tattica. Impiegheranno il periodo di tempo che noi passeremo qui per avanzare. Ecco perché stiamo portando avanti azioni militari difensive. I raid aerei sono una tattica di difesa per fermare i ribelli dal trasferire armi da un’area all’altra” ha dichiarato l’uomo.

La pressione internazionale sulla conclusione del conflitto nel Paese mediorientale è aumentata da quando, recentemente, sono state rese note le stime sulle vittime dall’inizio della guerra, nel marzo 2015, pari a oltre 56.000 persone. I cittadini che necessitano assistenza umanitaria, invece, superano i 22 milioni. Ad oggi, sono più di 14 milioni i civili in Yemen che stanno rischiando di morire di fame, mentre oltre tre quarti della popolazione necessitano di aiuti umanitari. Le organizzazioni umanitarie hanno stimato che 85.000 bambini al di sotto dei 5 sono morti per la carestia dall’inizio del conflitto.

La guerra civile in Yemen contrappone i ribelli sciiti Houthi da una parte, e le forze governative del presidente Mansour Hadi dall’altra. Quest’ultimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita, appoggiata, a sua volta, dagli USA, i quali inviano armi, carburante per gli aerei e riferiscono informazioni dell’intelligence. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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