USA e UK: attacco chimico in Siria montato da Assad e Putin

Pubblicato il 8 dicembre 2018 alle 14:21 in Russia USA e Canada

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Stati Uniti e Regno Unito hanno accusato la Russia di aver montato il presunto attacco chimico del 24 novembre scorso per far ricadere la colpa sui ribelli siriani; tale mossa da parte di Mosca sarebbe stata finalizzata a minare la fragile tregua negoziata tra il presidente di Damasco, Bashar al-Assad, e l’opposizione armata.

Nella giornata di venerdì 7 dicembre, gli Stati Uniti hanno dichiarato che ci sono “prove credibili” a indicare che il regime siriano, di concerto con la Russia, abbia lanciato lacrimogeni (l’odore caratteristico del composto chimico era assente), tentando di simulare un’offensiva al gas cloro, durante il presunto attacco chimico che, il 24 novembre scorso, ha colpito la provincia siriana di Aleppo, controllata dalle forze del regime di Assad, causando oltre un centinaio di feriti portati in ospedale con serie difficoltà respiratorie. In tale occasione, Mosca si era prontamente schierata con Damasco nel condannare per l’atto i ribelli siriani, e aveva risposto conducendo una serie di raid aerei sulla provincia siriana di Idlib, in mano alle forze di opposizione al regime, di fatto violando la “zona demilitarizzata”, territorio cuscinetto di 15-20 km sulla cui istituzione era stato raggiunto un accordo tra i leader di Mosca e Ankara in data lunedì 17 settembre.
“Gli Stati Uniti sono profondamente preoccupati che funzionari fedeli al regime abbiano mantenuto il controllo del luogo dove è avvenuto l’attacco nel momento immediatamente successivo, cosa che avrebbe potenzialmente permesso loro di fabbricare prove e inficiare il sito prima di una adeguata indagine da parte dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC)”, ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Robert Palladino, aggiungendo: “Mettiamo in guardia la Russia e il regime dal manomettere il sito del sospetto attacco, e li esortiamo ad assicurare la sicurezza di ispettori imparziali e indipendenti affinché i responsabili si assumano le loro responsabilità”. Palladino ha altresì affermato di credere fermamente che Damasco e Mosca abbiano usato l’avvenimento come “un’opportunità per minare la fiducia nel cessate-il-fuoco” a Idlib.

Anche il Regno Unito ha appoggiato la linea statunitense, sostenendo che la storia dell’attacco chimico condotto dall’opposizione è “altamente improbabile”. È invece “probabile”, secondo quanto riferito da un portavoce dell’Ufficio degli Esteri di Londra, che o si sia trattato di una messa in scena volta a incolpare i ribelli, o sia stata un’operazione andata storta dalla quale Assad e Putin hanno tentato di trarre vantaggio. La Gran Bretagna ha infine ribadito, anche da parte sua, l’importanza dell’OPAC e del suo lavoro come organismo di monitoraggio internazionale in materia di armi chimiche.

In seguito ai comunicati di Washington e di Londra, non ha tardato la risposta russa. “Il Ministero della Difesa russo non esclude che le illazioni del Dipartimento di Stato americano in merito al recente attacco chimico nella siriana Aleppo siano volte a sviare l’attenzione pubblica dai crimini commessi dall’aviazione statunitense nella regione orientale dei Paesi del Medio Oriente”, ha scritto su Facebook l’ambasciata moscovita a Washington.

Le forze di Assad sono state più volte accusate dall’Occidente e da organismi internazionali, tra cui l’Onu e alcune organizzazioni di monitoraggio, di portare avanti attacchi chimici letali con componenti proibiti, in particolare gas sarin e gas cloro, nelle aree siriane in mano ai ribelli. Tra questi, un attacco al gas sarin contro la cittadina di Khan Sheikhoun, nel Ghouta Orientale, il 7 aprile 2017, aveva causato la morte di almeno 83 persone, secondo le stime delle Nazioni Unite, e aveva innescato l’offensiva congiunta di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che, il 14 aprile, avevano lanciato 59 missili da crociera contro zone siriane controllate dal regime di Damasco.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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