Bulgaria: prevista seria crisi se le tensioni nel Mar Nero peggioreranno

Pubblicato il 8 dicembre 2018 alle 13:02 in Bulgaria Ucraina

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Il primo ministro della Bulgaria, Boyko Borissov, venerdì 7 dicembre ha dichiarato che la Bulgaria dovrà affrontare una seria crisi se le tensioni militari nel Mar Nero peggioreranno.

Borissov ha dichiarato che tale area dovrebbe essere dedicata al turismo e agli oleodotti, e non alle imbarcazioni. La Bulgaria si affaccia per 378km sul Mar Nero. “L’entrata di navi, combinata con l’accesso all’area della marina russa, porterà inevitabilmente a una crisi importante” ha spiegato il premier ai giornalisti in Parlamento, dichiarando altresì che sia il settore turistico che quello dell’energia bulgari verranno gravemente colpiti.

La NATO ha dichiarato di aver aumentato la sua presenza nella regione, in risposta alle attività aggressive della Russia. All’inizio di dicembre, la CNN aveva altresì comunicato che gli Stati Uniti si stanno preparando a inviare le proprie navi da guerra nel Mar Nero. Nonostante ciò, Joseph Dunford, il presidente della Joint Chiefs of Staff, un organo che riunisce i capi di stato maggiore di ciascun ramo delle forze armate statunitensi, ha dichiarato che Washington non sta considerando la possibilità di una risposta militare nell’area. Nel 2016, Borissov si era fortemente opposto alla proposta, sostenuta da Turchia e Romania, che si affacciano entrambe sul Mar Nero, di far entrare la Bulgaria a far parte di una flotta NATO volta a contrastare le forze russe in tali acque. Il primo ministro bulgaro aveva sostenuto la sua decisione dichiarando di non volere una guerra in quell’area.

Domenica 25 novembre, la Russia aveva bloccato 3 navi militari dell’Ucraina che volevano attraversare lo stretto di Kerch, passando quindi dal Mar Nero al Mare di Azov. Le tensioni erano aumentate in quanto Mosca aveva sequestrato le imbarcazioni e fermato i 24 membri dell’equipaggio ucraino, che in un secondo momento erano stati trasferiti nella capitale russa, dove rimarranno in carcere per 60 giorni in attesa del processo. Kiev aveva definito gli uomini “prigionieri di guerra” della Russia e dato il via libera alla legge marziale, vietando altresì agli uomini russi di accedere al Paese. Da parte sua, Mosca ha ignorato le condanne occidentali dell’incidente, dichiarando che le navi dell’Ucraina sono entrate illegalmente nelle sue acque.

Il Mar Nero è un teatro particolarmente rilevante per la NATO, che lo ha definito “un’intersezione critica”. Secondo quanto riportato su NATO Review, “molti esperti credono che, chiunque controlli o domini tali acque può facilmente proiettare il suo potere sul continente europeo”. Il report fa riferimento al fatto che “le più recenti, e probabilmente anche le più serie, minacce alla sicurezza europea, in aperta sfida verso l’ordine mondiale stabilito, si sono verificate nella regione del Mar Nero: il conflitto della Russia con la Georgia del 2008, l’annessione illegale della Crimea del 2014 e le sue continue attività destabilizzanti nell’est dell’Ucraina”. Le maggiori sfide dell’Alleanza Atlantica nella regione sono i dispiegamenti militari russi, i conflitti congelati del Caucaso meridionale, la sicurezza delle vie di comunicazione e le questioni energetiche, dal momento che il Mar Nero è un corridoio chiave per il transito di risorse energetiche.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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