UE e Francia doneranno 1,3 miliardi di euro per la sicurezza del Sahel

Pubblicato il 7 dicembre 2018 alle 15:15 in Africa Europa Francia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Unione Europea e la Francia hanno annunciato l’erogazione di un fondo di sviluppo del valore di 1,3 miliardi di euro volto a combattere i gruppi armati nei Paesi del Sahel. Nello specifico, l’UE ha giurato di donare 800 milioni di euro, mentre la Francia investirà 500 milioni di euro a favore del corpo antiterrorismo G5-Sahel, di cui è una dei principali sostenitori.

Tali decisioni sono state annunciate a margine dell’ultima conferenza del G5-Sahel, avvenuta giovedì 6 dicembre in Mauritania, a Nouakchott. All’apertura dell’incontro, il presidente mauritano, Mohamed Ould Abdel Aziz ha esortato la comunità internazionale ad agire e ad investire in progetti di sviluppo nell’area del Sahel, al fine di limitare le attività dei gruppi armati. “Il terrorismo, i crimini trans-nazionali, il traffico di droghe e la mancanza di sicurezza della regione sono dovuti alle ingiustizie, alla marginalizzazione, al sottosviluppo, all’assenza di educazione e alla disoccupazione giovanile”, ha spiegato il leader della Mauritania.

Da parte sua, il presidente del Niger, Mahamadou Issoufou, ha tenuto a precisare che i 5 Stato costitutivi del G5-Sahel, per adesso, hanno ricevuto soltanto 18 milioni di un totale di 414 milioni che erano stati precedentemente promessi per supportare lo sviluppo del corpo antiterrorismo. I presidenti dei 5 Paesi hanno presentato 40 progetti che copriranno il periodo 2019-2021 ai donatori internazionali. Tra questi, le iniziative prioritarie sono la costruzione di scuole, strutture ospedaliere e l’accesso all’acqua potabile, ritenuti indispensabili per aumentare la sicurezza della regione.

Il G5-Sahel, composto da 5.000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso, è stato creato nel febbraio 2017 per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni.

Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la formazione del G5 Sahel nel giugno 2017.

I critici di tale corpo ritengono che, nonostante la lotta ai gruppi armati sia importante, la mancanza di opportunità economiche per i cittadini, di fatto, contribuisce a indebolire il suo mandato. Inoltre, i critici sostengono che, se l’Europa vuole diminuire i flussi migratori, deve investire nelle infrastrutture per migliorare gli spostamenti interni ai paesi africani e, di conseguenza, migliorare anche la vita delle persone, costrette talvolta a attraversare aree non controllate e in balia dei gruppi armati.

La Francia, che dal 2013 dispone di 4,000 truppe posizionate nel nord del Mali, è uno dei principali sostenitori del G5 Sahel. In particolare, l’obiettivo del presidente Emmanuel Macron sarebbe quello di far trasferire parte dei finanziamenti che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu destina alle 10,000 truppe di peacekeeping della missione MINUSMA, alle forze multinazionali che operano in Sahel.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.