Ong annunciano fine delle attività della Aquarius

Pubblicato il 7 dicembre 2018 alle 18:11 in Europa Immigrazione

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Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere (MSF) hanno annunciato la fine delle attività della nave Aquarius per le operazioni di soccorso in mare.

Nel comunicato ufficiale delle ong si legge che, “negli ultimi due mesi, con persone disperate che continuano a fuggire in mare lungo la rotta migratoria più letale al mondo, la nave Aquarius è rimasta bloccata in porto, impossibilitata a portare avanti la propria azione umanitaria salvavita”. Ad avviso delle ong, l’accaduto è il risultato della prolungata campagna avviata dal governo italiano, e supportata dagli altri governi europei, volta a “delegittimare, diffamare e ostacolare” le organizzazioni umanitarie coinvolte nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare.

Sos mediterranee e MSF ritengono altresì che tale approccio italiano e dell’UE sta minando il diritto internazionale ed i principi umanitari. “In mancanza di una soluzione immediata, non abbiamo altra scelta che porre fine alle operazioni della nave Aquarius”, continua il comunicato.

Il 20 novembre, la nave Aquarius era stata sequestrata con l’accusa di avere a bordo rifiuti pericolosi, a rischio infettivo, e di aver effettuato lo scarico indifferenziato dei sanitari nei porti italiani. L’indagine era stata condotta dalla Guardia di Finanza e la Polizia, coordinate dalla Procura di Catania, che avevano accertato smaltimenti illeciti in 44 occasioni per un totale di 24 kg di rifiuti.

L’accusa mossa contro MSF riguarda l’Aquarius, per il periodo da gennaio 2017 a maggio 2018, e la nave Vos Prudence, utilizzata dalla ong tra marzo e luglio 2017. La multa complessiva ammonta a 460.000 euro. Tra gli indagati ci sono 24 membri dell’organizzazione umanitaria e del Centro operativo di Amsterdam che gestiva l’Aquarius, accusati di “aver sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto illegale di smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti tossici a rischio infettino”, in 11 porti italiani a: Pozzallo, Trapani, Augusta, Catania, Messina, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Corigliano Calabro, Napoli, Salerno e Brindisi.

Da quando il leader della Lega, Matteo Salvini, è divenuto ministro dell’Interno, il primo giugno scorso, ha inaugurato una politica più rigida e intransigente nei confronti del fenomeno migratorio, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle ong e delle missioni europee che, a suo avviso, fungevano da taxi dei migranti nel Mediterraneo, intralciando spessi le attività della Guardia Costiera libica. A tale proposito, il capo del Viminale aveva accusato Aquarius di aver ostacolato l’operato degli ufficiali libici, affermando che Panama avrebbe dovuto revocale l’iscrizione della nave dal proprio registro navale. “Possono cambiare bandiera e nome mille volte, ma i porti italiani rimarranno chiusi per questi gentiluomini”, aveva dichiarato Salvini.

L’Aquarius è stata protagonista di diversi episodi in cui Salvini ha negato l’attracco nei porti italiano. Tra questi si ricorda quello dell’inizio di maggio, quando 105 migranti sono stati soccorsi il 6 maggio al largo della Libia dalla nave Astral, della ong spagnola Proactiva Open Arms, intervenuta a seguito di una comunicazione della Guardia Costiera italiana, che aveva chiesto a tutti i presenti nei pressi del mare libico di soccorrere un’imbarcazione in difficoltà. Quando poi l’Astral ha raggiunto la nave Aquarius per effettuare il trasbordo dei migranti sull’imbarcazione più grande, le operazioni sono state bloccate dalla mancanza di autorizzazioni. Le due navi, entrambe battenti bandiera inglese, sono così rimaste in stallo fino alla sera del 7 maggio, quando la Guardia Costiera italiana ha dato infine il permesso del trasferimento sull’Aquarius, seppur in mancanza di indicazioni dall’Inghilterra. Lo stallo era nato dal fatto che, dopo che Roma aveva concesso il trasbordo dei migranti per motivi di emergenza da una nave all’altra, voleva fosse Londra, in qualità di Stato di bandiera delle due imbarcazioni, a gestire lo sbarco dei 105 migranti. Dall’altra parte, invece, l’Inghilterra aveva insistito che fosse compito dell’Italia occuparsi della questione, in quanto era stata la prima a mandare l’allarme. Dopo quasi 36 ore, il 9 maggio, la Guardia Costiera italiana ha acconsentito allo sbarco degli stranieri in Italia.

Come informa MSF, dall’inizio dell’attività nel febbraio 2016, la Aquarius ha soccorso in mare circa 30.000 migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale, tra la Libia e l’Italia e Malta.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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