Nagorno-Karabach: Armenia e Azerbaigian siglano dichiarazione congiunta

Pubblicato il 7 dicembre 2018 alle 13:31 in Armenia Azerbaigian

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I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian, Zohrab Mnatsakanyan e Elmar Mammadyarov, hanno siglato a Milano, a margine del vertice OSCE, assieme ai rappresentanti di Francia, Stati Uniti e Russia, una dichiarazione congiunta in cui si impegnano a lavorare per “una equa, durevole e pacifica soluzione al conflitto del Nagorno-Karabach”. Francia, USA e Russia co-presiedono il gruppo di Minsk dell’OSCE, che dal 1992 lavora per trovare una soluzione al conflitto tra Baku e Erevan.

La dichiarazione congiunta segue un vertice bilaterale tra Mnatsakanyan e Mammadyarov, tenutosi grazie alla mediazione di Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri italiano e presidente di turno dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Moavero Milanesi aveva visitato sia Baku che Erevan nei mesi scorsi al fine di spianare la strada al vertice di Milano. Mnatskanyan e Mammadyarov si erano incontrati l’ultima volta il 27 settembre scorso a New York a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

La Farnesina ha sottolineato infatti che in precedenza, nel corso delle visite in entrambi i paesi, il capo della diplomazia italiana aveva discusso con i colleghi di Armenia e Azerbaigian “della possibilità di utilizzare l’incontro a Milano per raggiungere un progresso nel riavvio del dialogo, per contribuire a una soluzione pacifica per risolvere la controversa questione del Nagorno-Karabach”.

“Siamo lieti che il Consiglio dei Ministri dell’OSCE a Milano abbia fornito l’opportunità per una dichiarazione congiunta dell’Armenia e dell’Azerbaigian per risolvere una delle crisi più lunghe in Europa. Questi sono risultati concreti che dimostrano l’importanza dell’OSCE come forum di dialogo” – ha dichiarato Enzo Moavero Milanesi. 

“I paesi co-presidenti salutano positivamente il significativo calo nelle violazioni del cessate il fuoco – si legge nella dichiarazione di Francia, Stati Uniti e Russia, che invitano Armenia e Azerbaigian a “proseguire nell’attuazione delle misure di comprensione reciproca” raggiunte in occasione del vertice di Dushanbe lo scorso settembre.

I capi delle diplomazie delle due repubbliche ex-sovietiche hanno deciso di incontrarsi nuovamente nel 2019, dopo la formazione del governo armeno che uscirà dalle elezioni previste per domenica 9 dicembre. 

Durante il vertice dell’OSCE il ministro degli Esteri azero Mammadyarov aveva lanciato un appello al rispetto dell’integrità territoriale e al rispetto dei confini internazionalmente riconosciuti, ribadendo come l’uso della forza per l’annessione di territori sia “inammissibile” ad ogni livello. Il Nagorno-Karabach, infatti, è una regione autonoma dell’Azerbaigian sin dai tempi sovietici, ma si è proclamato indipendente –senza riconoscimento internazionale – al termine delle guerre tra armeni e azeri combattute tra il 1988 e il 1994. Sostenuti dalle truppe di Erevan, gli armeni del Nagorno-Karabach hanno espulso le truppe di Baku dal territorio della regione e sin dal cessate il fuoco del maggio 1994, occupano altri 7 distretti azeri.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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