Libia: Commissione elettorale annuncia referendum costituzionale

Pubblicato il 7 dicembre 2018 alle 12:56 in Africa Libia

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La Commissione elettorale della Libia ha programmato un referendum costituzionale per il 2019, chiedendo al governo 28,7 milioni di dollari. 

La notizia è stata annunciata dal presidente della Commissione, Emas al-Sayah, il quale ha spiegato che, senza un sostegno finanziario, né il referendum né le successive elezioni potranno essere organizzate. Se il sostegno finanziario venisse fornito velocemente, ha specificato al-Sayah, i lavori potrebbero iniziare a gennaio, in modo che il referendum possa tenersi a fine febbraio 2019. Una bozza di costituzione è già stata presentata, anche se non è ancora chiaro se verrà completata entro la conferenza nazionale pianificata per l’inizio dell’anno nuovo, in occasione della quale verrà stabilito il protocollo elettorale.

Le potenze occidentali e l’Onu sperano che la Libia riesca ad organizzare elezioni nazionali il prossimo giugno, in seguito all’approvazione di una nuova costituzione che tracci l’uscita del Paese da anni di conflitto.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento della NATO, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Tra il 2012 e il 2014, il Paese è giunto nuovamente sull’orlo di una guerra civile, che ha portato alla formazione di due governi rivali, uno insediato a Tripoli e uno a Tobruk. Il 17 settembre 2015, l’accordo di Skhirat ha dato vita al Governo di Accordo Nazionale (GNA), con a capo Serraj, che avrebbe dovuto unificare il panorama politico libico. Tuttavia, gli altri due governi non l’hanno mai riconosciuto, così che Serraj è riuscito ad insediarsi a Tripoli soltanto il 30 marzo 2016 e, da allora, le autorità libiche continuano ad essere divise in due governi: quello stanziato a Tripoli e guidato da Serraj, appoggiato dall’Onu, e quello di Tobruk, appoggiato da Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia.

L’annuncio della Commissione elettrale è stato effettuato ad un giorno di sistanza dalla visita del generale Haftar in Italia, dove ha colloquiato con il premier Giuseppe Conte, in relazione al processo di pace libico. Nonostante Roma sostenga il governo di Tripoli, mira a mantenere buoni rapporti anche con il governo di Tobruk, al fine di ricoprire un ruolo determinante nella stabilizzazione del Paese nordafricano.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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