Cremlino smentisce voci su missili a Cuba se USA si ritirano dal trattato INF

Pubblicato il 7 dicembre 2018 alle 6:07 in America Latina Russia

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Le voci sul dispiegamento di missili russi a Cuba e in altri paesi dell’America Latina, in particolare Nicaragua e Venezuela, se gli Stati Uniti si ritirassero dal Trattato sull’eliminazione dei missili a medio e corto raggio (INF), sono solo illazioni. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.

Lo scorso novembre, Evgenij Bužinskij, capo del consiglio di amministrazione del Centro per gli studi politici in Russia, aveva dichiarato al giornale Argumenty i Fakty che la Russia stava prendendo in considerazione di schierare i propri missili in tre paesi della regione per scoraggiare una eventuale aggressione da parte degli Stati Uniti. I tre paesi sarebbero, appunto, il Venezuela, Cuba e il Nicaragua, ha spiegato l’esperto. Il tema è tornato di attualità con l’annuncio statunitense della decisione di ritirarsi dal trattato INF per presunte violazioni da parte della Russia e per la concomitanza dell’ultimatum lanciato dal segretario di stato Mike Pompeo alla Federazione russa di rispettare il trattato entro due mesi con la visita del presidente venezuelano Nicolás Maduro a Mosca.

Il generale Leonid Ivašov lo scorso lunedì 4 dicembre aveva dichiarato all’agenzia di stampa russa Interfax che Mosca avrebbe potuto dispiegare i missili a Cuba e in altri paesi, e che non è necessario installare una nuova base in Venezuela, se gli USA mantenessero la propria posizione e denunciassero il trattato INF. 

Il capo di Stato Maggiore russo, il generale Valerij Gerasimov ha poi affermato che i Paesi che ospitano i sistemi missilistici statunitensi potrebbero diventare obiettivi militari per la Russia se gli Stati Uniti si ritireranno dal Trattato.

La ridda di dichiarazioni, cui si è aggiunta quella di Maduro, che parlando dal Cremlino al termine di un vertice con Putin mercoledì 5 dicembre aveva sottolineato come gli accordi presi con Mosca in ambito di cooperazione tecnico-militare vadano “nella direzione della creazione di un mondo multipolare”, ha spinto le autorità russe a porre un freno alle illazioni. Per Peskov, la Federazione russa non ha mai preso in considerazione l’idea di schierare missili nucleari a medio raggio in America Latina.

La linea di Mosca, come quella di numerosi paesi NATO, nonostante le accuse reciproche, è quella di salvaguardare il trattato sui missili a corto e medio raggio, siglato a Reykjavik l’8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbačev. Secondo il Cremlino “gli Usa non hanno fornito alcuna prova sulle presunte violazioni della Russia al trattato sulle forze nucleari a corto e medio raggio”. Anche Federica Mogherini, da Bruxelles, invita al rispetto e all’implementazione del Trattato INF, la cui denuncia da parte di una delle principali potenze nucleari comporterebbe enormi rischi per la sicurezza in Europa. 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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