Corea del Sud – USA: in corso trattative per missili

Pubblicato il 7 dicembre 2018 alle 14:13 in Corea del Sud USA e Canada

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La Corea del Sud ha in programma di acquistare decine di missili costruiti dagli Stati Uniti, per un valore di circa $ 300 milioni. È quanto è stato riferito, venerdì 7 dicembre, dall’agenzia di acquisto delle armi di Seul, la quale ha spiegato che lo scopo del nuovo armamentario è quello di aumentare le difese aeree contro la Corea del Nord.

Dal 2013, la Corea del Sud ha acquistato dalla compagnia Rayheon Co, basata in Massachusetts, dei missili “Standard Missile-2s” per equipaggiare tre cacciatorpedinieri della Aegis, navi da guerra veloci e manovrabili, che saranno pronti nel 2020. Lo scopo di tale progetto militare era quello di far avanzare la capacità di individuare e localizzare i missili della Corea del Nord.

Un funzionario dell’Amministrazione del Programma di acquisizione di difesa della Corea del Sud (DAPA), si è rifiutato di dichiarare il numero di missili della compravendita per preoccupazioni concernenti la sicurezza. Il rappresentante del DAPA, che non vuole essere identificato poiché non autorizzato a parlare pubblicamente dell’accordo, ha riferito alla stampa che la partita di armi avrebbe riguardato “dozzine” di missili, con un valore totale di circa 304 milioni di dollari (340 miliardi di won, la valuta sudcoreana).

Le due Coree, durante summit di Singapore, tenutosi il 12 giugno tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un, si erano accordati per una collaborazione internazionale al fine di denuclearizzare la potenza asiatica e di avviare un processo di pace nella regione. Seul e Pyongyang hanno inoltre concordato, il 22 ottobre, di demilitarizzare la zona di confine, la Joint Security Area (JSA).

La Corea del Sud, tuttavia, ha continuato a rafforzare le difese aeree. L’ultimo accordo pubblico di compravendita di armi è stato stipulato il mese scorso con Israele. Seul ha comprato due sistemi radar di preallarme per un valore di circa 300 milioni di dollari, per rilevare e rintracciare i missili balistici da una lunga distanza in una fase iniziale. A settembre, invece, il Dipartimento di Stato americano ha approvato possibili vendite militari al Paese asiatico, tra cui 6 aerei da ricognizione marittima Poseidon P-8A e 64 missili anti-balistici di Patriot, dal valore complessivo di 2,6 miliardi di dollari.

A partire dall’armistizio di Panmumjeon, firmato il 27 luglio 1953, alla fine della Guerra di Corea, il regime nordcoreano si è gradualmente isolato, soprattutto per via delle sue ambizioni militari e nucleari. Le tensioni con gli Stati Uniti in merito allo sviluppo del programma missilistico sono scoppiate nel 2003, quando Pyongyang abbandonò il Trattato di non-proliferazione nucleare (NPT), facendo altresì naufragare un accordo quadro con gli USA che prevedeva lo scambio tra forniture energetiche e la sospensione dell’armamento nordcoreano.

Quando Pyongyang, nel 2006, effettuò il primo test nucleare, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu adottò alcune risoluzioni all’unanimità, condannando le azioni nordcoreane e imponendo sanzioni, che sono state aumentate nel corso del tempo con la speranza di fermare le mire della Corea del Nord. Tra le misure restrittive si contano un bando sulle importazioni di armi e delle tecnologie che aiuterebbero il regime di Pyongyang a raggiungere il proprio obiettivo nucleare. La relazione tra le due Coree è peggiorata nei mesi estivi del 2017, per via della escalation di dimostrazioni di forza tra la Corea del Nord da una parte, e gli Stati Uniti e la Corea del Sud dall’altra. La tensione si è stemperata agli inizi del 2018, quando il 9 gennaio le delegazioni dei due Stati si sono incontrate nella zona demilitarizzata che funge da confine per discutere della partecipazione della Corea del Nord alle Olimpiadi invernali.

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di Redazione

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