Confronto tra Kiev e Mosca durante il Consiglio dei Ministri dell’OSCE

Pubblicato il 7 dicembre 2018 alle 10:10 in Russia Ucraina

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Giovedì 6 dicembre è iniziato, a Milano, il Consiglio dei Ministri dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), che ha visto la partecipazione dei ministri degli Esteri di Russia e Ucraina, che hanno rilasciato le loro dichiarazioni in merito all’incidente di Kerch.  

L’Ucraina ha richiesto un aumento delle sanzioni contro la Russia, accusandola di seminare instabilità e insicurezza in tutto l’Occidente. Il suo ministro degli Esteri, Pavlo Klimkin, ha denunciato il sequestro delle tre navi che cercavano di attraversare lo stretto di Kerch domenica 25 novembre, dichiarando che si è trattato di un’azione contraria al diritto internazionale. Klimkin ha inoltre riferito che è urgente fornire una risposta internazionale rapida e coordinata, aggiungendo che “le dichiarazioni non sono sufficienti, ma è necessario agire”.

Durante l’incontro di Milano, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, secondo i resoconti di Reuters, non è apparso toccato dalle critiche provenienti dal suo omologo ucraino, ed ha ringraziato l’Italia per aver aver creato una “calda atmosfera”.

Rivolgendosi a Kiev e ai suoi alleati, Lavrov ha dichiarato che un piccolo gruppo di Paesi “sta usando il ricatto, le pressioni e le minacce per cercare di dominare”. Inoltre, il ministro degli Esteri russo ha fatto riferimento al fatto che Kiev è “protetta dai suoi sponsor occidentali che giustificano le sue azioni oltraggiose”.

Mosca considera le vicende legate allo stretto di Kerch una provocazione architettata dalle autorità ucraine. In una nota del ministero degli Esteri russo, citata da Reuters, viene riferito che Kiev non ha avvertito dell’avvicinamento delle navi da guerra alle acque territoriali russe, sostenendo dunque che quanto avvenuto sia una provocazione da parte di Kiev “finalizzata ad accendere un’altra fonte di tensione nella regione e creare un pretesto per aumentare le sanzioni contro la Russia”. Questa è stata la stessa linea seguita da Lavrov, che durante l’incontro di Milano ha riferito che l’Ucraina sta cercando di sabotare ogni tentativo di ristabilire la pace nella regione, come riferisce l’agenzia di stampa britannica.

Con le sue dichiarazioni, Lavrov ha confermato quanto precedentemente dichiarato da Putin durante il vertice del G20 tenutosi a Buenos Aires, quando ha accusato il governo ucraino di aver volutamente provocato l’incidente al fine distogliere l’attenzione dai suoi problemi interni, sottolineando che, in occasione di tali ostilità “la guerra può essere usata come giustificazione per i fallimenti economici”.

Putin ha inoltre rimarcato che quella della Russia è stata una mossa difensiva, dichiarando: “in passato hanno riferito che avrebbero fatto esplodere il nostro ponte, quindi cosa vi aspettate che avrebbero fatto le nostre guardie di frontiera?”. Il riferimento è al fatto che alcuni radicali ucraini avrebbero pianificato di apportare seri danni al ponte di Crimea, come riferisce il Guardian. Il ponte in questione è stato costruito dalla Federazione Russa lungo lo stretto di Kerch. La sua progettazione è iniziata nel 2014, subito dopo l’annessione della penisola, ed è stato inaugurato il 16 maggio 2018.

I rappresentanti di Canada, Stati Uniti ed Unione Europea hanno respinto tale versione degli eventi, promettendo il loro pieno appoggio a Kiev. Wess Mitchell, assistente Segretario di Stato americano per l’Europa e l’Eurasia, ha dichiarato che le recenti azioni della Russia hanno rafforzato la determinazione occidentale di mantenere le sanzioni contro Mosca ed hanno galvanizzato gli sforzi della comunità internazionale per garantire il rispetto del diritto internazionale. Dello stesso avviso è il ministro degli Esteri canadese, Chrystia Freeland, dichiarando che “l’annessione della Crimea alla Russia, il suo coinvolgimento nel conflitto nel Donbas e ora le sue azioni illegali contro i marinai e le navi ucraine non possono e non devono essere accettati dalla comunità internazionale”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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