Libano: “Israele non ha fornito prove sulla presenza di tunnel di Hezbollah”

Pubblicato il 6 dicembre 2018 alle 10:05 in Israele Libano

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Il portavoce del Parlamento libanese, Nabih Berri, ha riferito che Israele non ha fornito alcuna prova a dimostrazione della presenza di tunnel di Hezbollah ai confini tra i due Paesi, prima di dare il via alle operazioni militari per distruggerli.

“Gli israeliani non hanno mostrato alcuna prova o informazione”, ha spiegato Berri durante un meeting tra l’esercito libanese e l’UNIFIL, la forza militare di interposizione dell’Onu in Libano. Berri, alleato di Hezbollah, ha inoltre reso noto che il Libano aveva chiesto ad Israele di fornire le coordinate geografiche, senza tuttavia ricevere una risposta. A suo avviso, l’accusa delle autorità israeliane non è basata su fatti reali, motivo per cui è previsto che il Libano presenti un reclamo all’Onu in merito alle “ripetute violazioni” da parte di Israele.

Il 4 dicembre, le forze di difesa israeliane (IDF) hanno lanciato un’operazione per distruggere una serie di tunnel utilizzati dai militanti di Hezbollah per compiere attacchi, presso il confine Nord di Israele con il Libano. L’operazione, chiamata Operation Northern Shield, è stata annunciata dal portavoce delle IDF, il tenente colonnello Jonhathan Conricus, il quale ha spiegato che diverse gallerie sotterranee utilizzate da Hezbollah penetrano il territorio israeliano verranno distrutte. “Consideriamo le azioni del gruppo libanese una violazione palese e sfacciata della sovranità di Israele”, ha affermato Conricus, aggiungendo che, al momento, i tunnel non erano ancora operativi e, quindi, non costituiscono una minaccia imminente.

Tra il 4 e il 5 dicembre, sono stati avvistati scavatrici meccaniche, bulldozer ed altri macchinari pesanti posizionarsi dalla parte israeliana del confine tra i due Paesi. Il premier di Israele, Benjamin Netanyahu, ha riferito che le operazioni continueranno “fino a quando sarà necessario”. Da parte sua, l’esercito libanese si è detto pronto ad affrontare qualsiasi tipo di emergenza, anche se, al omento, la situazione sembra essere calma. Hezbollah non ha ancora commentato la questione.

Da anni, Israele è convinto che Hezbollah pianifichi di condurre raid oltre i confini del Libano per prendere il controllo di centri urbani nel Nord del territorio israeliano. L’operazione inaugurata il 4 dicembre è iniziata nei pressi della comunità di Metula, una zona militare chiusa. Inoltre, ulteriori truppe sono state posizionate nel Nord di Israele come precauzione.

Nel 2006, Hezbollah e Israele hanno combattuto una guerra nei pressi dei confini tra i due Paesi, in cui sono morti oltre 1.100 libanesi, la maggior parte dei quali civili, e 159 israeliani. Durante il conflitto, il gruppo sciita è stato in grado di tenere testa e di contrastare l’invasione israeliana nel Sud del Libano, e di colpire obiettivi militari israeliani, riducendo le capacità di attacco di Israele. Da allora, Hezbollah è divenuto uno dei principali sostenitori del regime siriano del presidente, Bashar al-Assad, facendo aumentare altresì le tensioni con Israele.

Hezbollah, in arabo “Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese nata nel 1982 che si è trasformata, nel tempo, in un partito politico locale. Secondo alcune fonti, i suoi militanti dovrebbero essere in possesso di un arsenale più grande di quello dell’esercito libanese. Alcuni Paesi considerano un gruppo terroristico soltanto l’ala militare di Hezbollah, facendo una distinzione con il partito politico. Tale distinzione è stata effettuata finora dalla Gran Bretagna che, dal 2008, ha bandito soltanto l’ala militare di Hezbollah. Gli Stati Uniti, al contrario, non effettuano una simile separazione. Da parte sua, l’Unione Europea ha bandito l’ala militare di Hezbollah nel 2012, in seguito ad un attacco contro i membri di un’organizzazione israeliana in Bulgaria, in cui morirono 5 israeliani e un bulgaro musulmano.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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