Il Kuwait riaprirà la propria ambasciata in Libia

Pubblicato il 6 dicembre 2018 alle 16:22 in Kuwait Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Kuwait riaprirà la propria ambasciata in Libia ed ha promesso di fornire assistenza per la ricostruzione del Paese nordafricano. Tali decisioni sono state prese nel corso di un incontro tra il principe del Kuwait, Sabah Al-Jabir Al-Sabah, e il premier del governo di Tripoli, Fayez Serraj, avvenuto mercoledì 5 dicembre. Secondo quanto riportato dal quotidiano Libya Observer, l’ufficio del principe kuwaitiano ha deciso di coordinarsi con l’UNISMIL, la missione delle Nazioni Unite in Libia, affinché venga riportata la stabilità.

Durante i colloqui, i due leader hanno altresì concordato che il Kuwait donerà diversi fondi per progetti di ricostruzione e assistenza al Fondo di Sviluppo arabo. Serraj è giunto in Kuwait di ritorno da Bruxelles, dove ha colloquiato con il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, sia con l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, i quali hanno entrambi confermato il supporto al processo di pace libico. Oltre a loro, il premier di Tripoli ha incontrato il segretario di Stato americano, Mike Pompeo.

Nella giornata di giovedì 6 dicembre, il generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk e capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), è atteso a Roma per un meeting con il premier Giuseppe Conte. Tale incontro fa parte degli sforzi dell’Italia atti a sostenere la Libia nella transizione politica. Haftar era venuto in visita in Italia, a Palermo, il 12 e 13 novembre scorso, in occasione della conferenza internazionale sulla Libia organizzata dal governo di Roma. Nell’occasione, il generale libico ha colloquiato anche con Serraj.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento della NATO, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Tra il 2012 e il 2014, il Paese è giunto nuovamente sull’orlo di una guerra civile, che ha portato alla formazione di due governi rivali, uno insediato a Tripoli e uno a Tobruk. Il 17 settembre 2015, l’accordo di Skhirat ha dato vita al Governo di Accordo Nazionale (GNA), con a capo Serraj, che avrebbe dovuto unificare il panorama politico libico. Tuttavia, gli altri due governi non l’hanno mai riconosciuto, così che Serraj è riuscito ad insediarsi a Tripoli soltanto il 30 marzo 2016 e, da allora, le autorità libiche continuano ad essere divise in due governi: quello stanziato a Tripoli e guidato da Serraj, appoggiato dall’Onu, e quello di Tobruk, appoggiato da Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.