Stretto di Kerch: parla il comandante delle forze armate ucraine

Pubblicato il 5 dicembre 2018 alle 12:18 in Russia Ucraina

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Il Generale Viktor Muzhenko, comandante delle forze armate ucraine, ha dichiarato, martedì 4 dicembre, che la Russia, che ha iniziato ad accrescere le sue forze a ridosso del confine ucraino a partire dal mese di agosto, rappresenta oggi la più grande minaccia per il Paese dal 2014, anno in cui ha avuto luogo l’annessione della Crimea. Il Generale Muzhenko ha fatto riferimento ad alcune immagini satellitari, che indicano presenza di carri armati russi T-62 ad una distanza di 18 chilometri dal confine con l’Ucraina, come riferisce Reuters. Le fotografie aeree dimostrano che il numero di carri armati è sensibilmente aumentato, passando da 93 a 250, nel giro di due settimane, le ultime del mese di settembre. Il comandante delle forze armate ucraine ha riferito che le truppe russe schierate al confine non raggiungevano livelli così alti dal 2014.  

Secondo il Generale Muzhenko questa sarebbe la prova di una strategia volta ad accumulare forze nel periodo antecedente al 25 novembre, giorno in cui ha avuto luogo l’incidente tra Mosca e Kiev lungo lo stretto di Kerch, che collega il mar Nero con il mar d’Azov, ad est della penisola di Crimea. Il confronto è culminato con la cattura, da parte della Russia, di tre navi ucraine, precisamente due corazzate ed un rimorchiatore, accusate di aver violato le sue acque territoriali.

Ad oggi, la Russia e l’Ucraina hanno fornito due versioni contrastanti degli eventi. Da una parte, Mosca riferisce che lo scontro è avvenuto all’interno delle sue acque territoriali, che si estendono per 20 chilometri dalla costa, e che le navi ucraine non avevano notificato il loto transito. In contrasto, Kiev sostiene che la comunicazione era stata effettuata, e che la Russia ha aperto il fuoco sulle navi mentre si allontanavano dallo stretto, dirigendosi verso il Mar Nero.

Da una parte, Putin ha dichiarato che “l’incidente nel Mar Nero è stata una provocazione organizzata dalle autorità ucraine e, probabilmente, dal Presidente stesso”, aggiungendo che “il rating di Poroshenko sta crollando, quindi aveva bisogno di fare qualcosa”. Dall’altra, Generale Muzhenko ha riferito che l’incidente dello stretto di Kerch “è stato un atto di aggressione da parte delle forze del servizio di frontiera nei confronti delle forze armate ucraine”.

In risposta, Kiev sta schierando ulteriori forze aeree e terrestri, ed ha intensificato le esercitazioni militari in tutto il Paese. Inoltre, il Generale Muzhenko ha spiegato di aspettarsi, entro il prossimo anno, l’inaugurazione di una base militare sul Mar d’Azov, la cui costruzione era stata programmata prima dello scontro del 25 novembre.

L’Ucraina ha preso diverse misure in risposta a quanto avvenuto lungo lo stretto di Kerch. Lunedì 26 novembre il Parlamento ucraino ha dato il via libera sulla legge marziale, che sarà applicata per un periodo di 30 giorni nelle aree più vulnerabili ad un potenziale attacco russo, ovvero in 10 delle 27 regioni del Paese. La proposta iniziale, avanzata da Poroshenko, era di applicare la legge marziale per 60 giorni. Tuttavia, i membri del Parlamento e del Governo hanno spinto per dimezzarne la durata, al fine di evitare eventuali interferenze nelle possibili elezioni del 31 marzo, come spiega il Washington Post. Ad una domanda circa la il bisogno di dover estendere la legge marziale oltre il termine dei 30 giorni, le autorità ucraine hanno risposto che “il termine della legge marziale dipenderà dalla Federazione Russa”, spiegando che “il regime legale ucraino sarà basato sulla condotta di Mosca”

 Venerdì 30 novembre, invece, è stato proibito l’ingresso nel Paese agli uomini russi di età compresa tra i 16 ed i 60 anni al fine di impedire la formazione di un esercito privato capace di combattere nel suolo ucraino e “proibire a Mosca di portare avanti le operazioni che aveva pianificato nel 2014”, come ha scritto Poroshenko in un tweet riportato dal Kyiv Post.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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