Re Salman invita l’emiro del Qatar al prossimo summit del GCC

Pubblicato il 5 dicembre 2018 alle 9:13 in Arabia Saudita Qatar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il sovrano dell’Arabia Saudita, re Salman, ha invitato l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, a partecipare al prossimo summit del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), che si terrà a Riad il 9 dicembre.

L’annuncio, effettuato martedì 4 dicembre, ha seguito la decisione del Qatar di ritirarsi dall’OPEC entro gennaio 2019, decisione vista da alcuni analisti come un gesto simbolico dato la ristretta produzione di petrolio del Paese del Golfo Persico. L’invito di re Salman è stato reso noto dall’agenzia di stampa qatarina, Qatar News Agency, la quale ha spiegato che la richiesta è stata presentata dal segretario generale bahreinita del GCC, Abdullatif Rashid Al Zayani, nel corso di un colloquio con il segretario di Stato del Qatar per gli Affari Esteri, Sultan bin Saad Al Muraikhi.  Il Qatar non ha ancora confermato la composizione della delegazione che invierà al summit.

Dal 5 giugno 2017, il Qatar sta vivendo una crisi con gli altri Paesi del Golfo Persico. In tale data, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno imposto un embargo contro Doha, a causa di un presunto sostegno e finanziamento ad organizzazioni terroristiche. Da parte sua, il Qatar ha sempre negato le accuse, ma si è trovato in una grave condizione di isolamento. I confini terrestri e marittimi del Paese sono stati chiusi, i collegamenti aerei sospesi e i cittadini qatarini espulsi dagli Stati sostenitori dell’embargo. I tre Paesi del Golfo e l’Egitto hanno accusato Doha di sostenere il terrorismo e di essere eccessivamente vicina al rivale regionale dell’Arabia Saudita, l’Iran. Nell’annunciare l’embargo, Riad aveva dichiarato che questo fosse necessario per “proteggere la sicurezza nazionale dai pericoli del terrorismo e dell’estremismo”. Il Qatar ha ripetutamente definito tali accuse “infondate”, denunciando l’embargo come un tentativo di imporre un controllo sulla nazione.

Al summit del GCC del 2017, avvenuto in Kuwait, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein avevano inviato ministri e i vice primi ministri, e non i capi di Stato. Ad avviso del Kuwait, che ha sempre cercato di svolgere un ruolo da mediatore nella crisi con il Qatar, tutti i membri del GCC parteciperanno all’incontro del 9 dicembre. “Sono ottimista riguardo al livello di rappresentanza che ci sarà al prossimo summit, che dimostrerà la volontà dei membri del Consiglio di continuare questa esperienza”, ha spiegato il vice ministro degli esteri del Kuwait, Khaled Al-Jarallah.

Il GCC è un’organizzazione internazionale regionale che unisce i 6 Paesi del Golfo, quali Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman, fondato il 25 maggio 1981, con scopi politici, economici e sociali. Da quando l’emiro qatarino al-Thani ha preso il potere nel 2013, ha cercato di rafforzare i rapporti con gli altri Paesi del GCC. Nonostante nel 2014 gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e l’Arabia Saudita abbiano ordinato il ritiro dei propri ambasciatori da Doha per 8 mesi in reazione al supporto del Qatar alla Fratellanza Musulmana, l’emiro qatarino, negli anni, ha cercato di allineare la propria politica estera a quella degli altri Paesi del Golfo.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.