Pakistan promette aiuto agli USA per porre fine al conflitto in Afghanistan

Pubblicato il 5 dicembre 2018 alle 18:02 in Pakistan USA e Canada

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Il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, ha incontrato il rappresentante della missione di pace americana in Afghanistan, mercoledì 5 dicembre. Alla fine del colloquio, il ministro Khan ha promesso il suo aiuto per trovare una soluzione politica al conflitto in corso nella regione asiatica.

Il rappresentante statunitense, Zalmay Khalizad, diplomatico di origini afghane precedentemente ambasciatore, è stato nominato tre mesi fa dal presidente americano, Donald Trump, come inviato speciale per negoziare la pace in Afghanistan. Il suo incarico consiste nel promuovere i colloqui e di convincere i talebani, i quali stanno combattendo per cacciare le forze internazionali dal territorio afghano e rovesciare il governo al potere, ad unirsi ai negoziati. Con questo scopo, il 2 dicembre, Khalizad ha iniziato un tour di otto Paesi che include il Pakistan, la Russia e il Qatar. La sua visita ad Islamabad segue dunque la richiesta del presidente Trump del 4 dicembre per l’aiuto del Pakistan nel trovare la fine al conflitto.

L’ufficio di Khan ha dichiarato che “il primo ministro ha ribadito l’interesse costante del Pakistan nel raggiungere la pace e la riconciliazione in Afghanistan attraverso l’insediamento politico”, sottolineando la disponibilità del capo del governo di incontrare Khalizad.

Il presidente Trump, il 3 dicembre, ha inviato una lettera alla sua controparte pakistana per chiedere al Paese asiatico “sostegno e facilitazione” nel negoziare la fine della guerra in Afghanistan. Inoltre, a quanto riportato dal ministro degli Esteri pakistano, Shah Mehmood Qureshi, Trump si è offerto di riallacciare il rapporto tra le due potenze.

Quest’apertura nei confronti del Pakistan rappresenta un cambiamento importante rispetto alla retorica che il capo della Casa Bianca ha sempre riservato al Paese asiatico e, secondo Reuters, darà motivo di speculazione sul possibile ritiro americano dall’Afghanistan nel prossimo futuro.

Il rapporto tra le due potenze, sebbene alleate, si è fortemente incrinato durante l’amministrazione Trump, perché sostiene il Pakistan di fare il doppio gioco nella lotta al terrorismo. Il 3 gennaio 2018, e successivamente il 2 settembre 2018, il Congresso ha votato per la cancellazione della politica di aiuto dal valore di 500 milioni di dollari. Nell’ottobre 2018, Qureshi, e il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si sono incontrati a Washington, facendo sperare in una riappacificazione. L’intervista del presidente Trump a FoxNews del 21 novembre, in cui ha attaccato duramente l’inefficienza del Pakistan nella lotta al terrorismo e a cui ha fatto seguito un acceso dibattito tra i due leader via Twitter, ha nuovamente messo in crisi l’alleanza.

Rispetto al processo di pace in Afghanistan, tra il 27 e il 29 novembre si è tenuto a Ginevra un summit di due giorni per discutere dello sviluppo e dell’economia del Paese asiatico, distrutto da anni di guerra. Ai microfoni della conferenza, il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha annunciato un piano quinquennale per lo stabilimento della pace nella regione che includeva anche trattative pacifiche con i talebani.

Gli sforzi di collaborazione internazionali hanno visto risultati positivi negli ultimi mesi. I talebani erano stati invitati dall’amministrazione afghana a sedersi al tavolo delle trattative, senza precondizioni, per la prima volta a febbraio. Il capo missione dell’UNAMA, Toby Lazier, si è detto certo che verrà raggiunto un accordo di pace, seppur specificando che c’è bisogno di una maggiore cooperazione e della volontà di includere tutte le parti nella discussione.

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di Redazione

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