Marocco annuncia delegazione per colloqui sul Sahara Occidentale

Pubblicato il 5 dicembre 2018 alle 6:01 in Marocco Sahara Occidentale

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Il Ministro degli Affari Esteri del Marocco ha annunciato la composizione della delegazione marocchina che parteciperà ai colloqui sul Sahara Occidentale a Ginevra, il 4 e 5 dicembre. Il gruppo sarà guidato dal ministro degli Esteri, Nasser Bourita, e include il rappresentante permanente all’Onu, Omar Hilale, il presidente della regione Laayoune-Sakia El Harma, Sidi Hamdi Ould Errachid, e il presidente della regione Dakhla-Oued Essahab, Ynja Khattat.

L’inviato speciale dell’Onu, Horst Kohler, aveva invitato il Marocco ai colloqui lo scorso 28 settembre, insieme a Algeria, Fronmte Polisario e Mauritania. Il portavoce del governo di Rabat, Mustapha El Khalfi, ha specificato che i meeting di Ginevra saranno tavole rotonde per i colloqui e non per i negoziati finali, sottolineando che non ci saranno confronti diretti con i membri del Fronte Polisario, ed il Marocco non scenderà a patti in merito alla sovranità sulle province del Sud.

Tuttavia, i meeting di Ginevra, specifica il quotidiano marocchino Morocco World News, costituiscono una mossa iniziale per i futuri negoziati e aiuteranno a far scendere a patti le due parti sulla questione del Sahara Occidentale. Non è ancora chiaro se l’Algeria accetterà di avere un ruolo nell’ambito del conflitto. Per Rabat il coinvolgimento di Algeri nel processo politico è una priorità, mentre Algeri si considera soltanto un osservatore.

Il 6 novembre, in occasione del 43esimo anniversario della Marcia Verde, il re del Marocco Mohammed VI, ha reso noto di essere pronto a riaprire i confini con l’Algeria e di voler riprendere i colloqui senza la mediazione di parti terze, nel bene dei cittadini marocchini e algerini. Il sovrano marocchino ha altresì proposto la creazione di un meccanismo politico per analizzare tutte le questioni in sospeso tra i due Paesi, al fine di risolvere in modo giusto e onesto. Il 18 novembre, il presidente dell’Algeria, Abdelaziz Bouteflika, ha inviato un messaggio di stima e amicizia al re del Marocco, senza tuttavia far alcun riferimento alla proposta di normalizzazione dei rapporti avanzata dal sovrano marocchino.

La disputa nel Sahara occidentale risale al 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco annesse una parte di tale area, situata sulla costa nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). A oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale.

Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. Il Fronte, infatti, controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a est delle mura di difesa del Marocco. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale, ma a Tindouf. In questa città, il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi che, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, lì soffrono per la mancanza di aiuti umanitari e per malnutrizione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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