Tregua commerciale USA-Cina: gli ultimi sviluppi

Pubblicato il 4 dicembre 2018 alle 15:20 in Cina USA e Canada

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Gli Stati Uniti si aspettano un’azione immediata da parte della Cina a seguito dell’accordo raggiunto dai leader delle due potenze mondiali. Tra le principali richieste della Casa Bianca: tasse più basse sulle automobili e misure contro il furto di proprietà intellettuale e i trasferimenti forzati di tecnologia. Come procede la tregua di quella che è stata definita la “più grande guerra commerciale della storia economica”.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente cinese, Xi Jinping, hanno concordato di sospendere i dazi per 90 giorni, durante i colloqui tenuti in Argentina, sabato 1° dicembre, e hanno dichiarato una tregua dopo mesi di crescenti tensioni. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, un funzionario della Casa Bianca ha specificato che il periodo di 90 giorni è iniziato il 1° dicembre. In precedenza, invece, il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, aveva riferito ai giornalisti che la tregua sarebbe stata effettiva a partire dal 1° gennaio. Il segretario al Tesoro, Steve Mnuchin ha dichiarato che a Buenos Aires c’è stato un cambiamento di tono rispetto alle discussioni precedenti, dal momento che Xi ha offerto un chiaro impegno ad aprire i mercati cinesi alle società statunitensi. “Questa è la prima volta che hanno preso l’impegno con noi per un vero accordo”, ha dichiarato Mnuchin. I rappresentanti americani hanno partecipato a due incontri privati con il vice premier cinese Liu He in Argentina, che li ha rassicurati sul fatto che Pechino si sarebbe mossa immediatamente per portare a termine i termini dell’accordo. “La storia qui con le promesse della Cina non è molto buona. E lo sappiamo “, ha riferito Kudlow. “Tuttavia, dirò questo: il presidente Xi non è mai stato coinvolto.”

Mnuchin ha riferito che i cinesi hanno offerto più di 1,2 trilioni di dollari in impegni supplementari sul commercio. Kudlow, però, ha dichiarato che tale cifra si riferiva ad un’ampia gamma di impegni di varia natura. Tra questi vi sarebbero alcune transazioni private per l’acquisto di beni degli Stati Uniti, a condizioni di mercato. Secondo quanto ha riferito Kudlow, la Cina sarebbe, inoltre, impegnata immediatamente a ridurre le tasse e le barriere non tariffarie tra i due Paesi, compresa la riduzione dei dazi al 40% sulle automobili. “Ci aspettiamo che tali tariffe scendano a zero”, ha dichiarato ai giornalisti. Kudlow ha aggiunto che i funzionari degli Stati Uniti controlleranno i progressi della Cina da vicino. Tuttavia, nessuno degli impegni è stato concordato per iscritto e gli aspetti specifici dell’accordo non sono stati ancora definiti. Nonostante ciò, la tregua ha dato un impulso positivo ai mercati in tutto il mondo, lunedì 3 dicembre, con alcuni titoli che hanno raggiunto i picchi più alti delle ultime tre settimane. L’ottimismo, tuttavia, potrebbe essere prematuro.

Trump, infatti, ha nominato Lighthizer, noto per la sua posizione critica nei confronti della Cina, come supervisore del nuovo round di negoziati commerciali con Pechino. La nomina di Lighthizer, che ha appena concluso un nuovo accordo con Canada e Messico, potrebbe significare una linea più dura nei colloqui con Pechino e segna un cambiamento. Fino ad ora Mnuchin aveva un ruolo guida nei negoziati con la Cina. “È il negoziatore più duro che abbiamo mai avuto […] abbasserà le tariffe, ostacolerà le barriere non tariffarie e metterà fine a tutte queste pratiche strutturali che impediscono l’accesso al mercato”, ha dichiarato il consulente commerciale della Casa Bianca, Peter Navarro. Kudlow ha, inoltre, aggiunto che anche lui e Mnuchin saranno estremamente coinvolti e che il segretario del Tesoro si occuperà delle questioni finanziarie e valutarie. La Casa Bianca sta intensificando gli sforzi per rafforzare il mercato automobilistico americano, invogliando numerosi Paesi a spostare la produzione di motori e parti meccaniche negli Stati Uniti. Lighthizer e altri funzionari, tra cui Kudlow, si incontreranno con gli amministratori delegati di alcune case automobilistiche tedesche, martedì 4 dicembre, tra cui Volkswagen e Daimler. Kudlow ha dichiarato che l’incontro non è stato pensato per concentrarsi su potenziali tasse che riguardano il mercato delle autovetture.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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