Iran dichiara di appoggiare sforzi dell’Onu per risolvere conflitto in Yemen

Pubblicato il 4 dicembre 2018 alle 9:21 in Iran Yemen

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L’Iran ha dichiarato di appoggiare gli sforzi dell’Onu per porre fine alla guerra in Yemen, in corso dal 19 marzo 2015.

Il Ministero degli Esteri iraniano ha rilasciato un comunicato in cui riferisce di accoglier positivamente i futuri colloqui che si terranno in Svezia, in data da definirsi, e che Teheran è pronta ad aiutare lo sforzo internazionale per far concludere il conflitto, sottolineando che l’accelerazione degli aiuti umanitari alla popolazione yemenita è fondamentale.

La guerra civile in Yemen contrappone i ribelli sciiti Houthi da una parte, e le forze governative del presidente Mansour Hadi dall’altra. Quest’utimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita, appoggiata, a sua volta, dagli USA, i quali inviano armi, carburante per gli aerei e riferiscono informazioni dell’intelligence. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi agli Houthi. Sia la coalizione araba, sia Teheran, mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione. L’Arabia Saudita ritiene l’Iran responsabile di fornire agli Houthi i missili balistici con cui i ribelli cercano di colpirla. Teheran ha sempre respinto le accuse, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti sarebbero giunti in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen e che gli Houthi avrebbero sviluppato da soli le capacità per produrre armi difensive, tra le quali i missili.

La coalizione è accusata di aver più volte violato il diritto internazionale umanitario negli scontri contro i ribelli yemeniti. Il 5 ottobre 2017, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva inserito la coalizione all’interno della lista nera di coloro che violano i diritti dei bambini nelle aree di conflitto. In particolare, la coalizione veniva accusata di aver ucciso e mutilato i bambini in Yemen e di aver distrutto edifici civili, quali scuole e ospedali.

Ad oggi, sono più di 14 milioni i civili in Yemen che stanno rischiando di morire di fame, mentre oltre tre quarti della popolazione necessitano di aiuti umanitari. Le organizzazioni umanitarie hanno stimato che 85.000 bambini al di sotto dei 5 sono morti per la carestia dall’inizio del conflitto.

Il 3 dicembre, la coalizione saudita ha reso noto che 50 militanti sarebbero stati verranno evacuati a Muscat, in Oman, per ricevere cure mediche, a bordo di un aereo delle Nazioni Unite. Tale decisione è stata fortemente voluta dell’inviato dell’Onu in Yemen, Martin Griffiths, il quale sostiene che tale gesto porterà beneficio ai futuri colloqui di pace che si terranno in Svezia.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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