Immigrazione: nuovi flussi dall’Africa verso le isole Canarie

Pubblicato il 4 dicembre 2018 alle 8:22 in Immigrazione Spagna

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Nel corso del 2018 è stata registrata una nuova rotta migratoria attraverso l’Oceano Atlantico che, dalle coste dell’Africa occidentale, mira a raggiungere l’arcipelago spagnolo delle isole Canarie.

Secondo quanto riferito da Reuters, un numero man mano crescente di cittadini africani rischia la vita per andare in tali territori, alla ricerca di lavoro e di una vita migliore. Le isole Canarie, posizionate di fronte al Marocco, costituiscono l’unica opzione per entrare in Europa, dal momento che nel Mediterraneo i governi europei si sono impegnati a limitare gli sbarchi e a smantellare i traffici provenienti dal Nord Africa. Il governo italiano, come è noto, ha chiuso i propri porti alle navi delle ong e delle missioni europee, sostenendo di non poter accogliere più stranieri, di voler attivare corridoi umanitari per permettere ai migranti non economici e davvero bisognosi di lasciare il proprio Paese di arrivare in sicurezza in territorio italiano.

Dal primo gennaio al 14 novembre 2018, il Ministero dell’Interno spagnolo ha registrato l’arrivo nelle isole Canarie di oltre 1.200 stranieri, segnando la cifra più alta degli ultimi nove anni. Tali dati costituiscono, riferisce l’agenzia di stampa britannica, sono allarmanti poiché, nel 2006, quando 30.000 migranti tentarono di raggiungere le Canarie, circa 7.000 morirono durante la traversata. Negli anni successivi, con l’aumento dei traffici lungo le rotte dal Niger e la Libia, le tratte lungo l’Atlantico diminuirono gradualmente, fino al 2018.

Assane Diallo, un pescatore 35enne, in procinto di partire alla volta delle Canarie dal Senegal, nella speranza di una vita migliore, ha dichiarato di sperare di salpare dalla spiaggia di Dakar con scorte di cibo essiccato, acqua potabile e una decina di altri passeggeri. “Alcuni di noi, se vedono anche solo una canoa, cercheranno di lasciare la terraferma per partire”, ha spiegato Diallo.

A partire dai mesi estivi del 2018, la Spagna ha registrato un maggior numero di arrivi non soltanto alle Canarie, ma anche sul proprio territorio continentale, divenendo il principale porto di attracco per i flussi migratori del Mediterraneo. Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), dal primo gennaio al 28 novembre 2018, in Spagna sono arrivati oltre 52.000 migranti, contro i 4.277 dello stesso periodo del 2017.

L’Italia, al contrario, è divenuta il terzo porto di accoglienza del Mediterraneo, dopo la Spagna e la Grecia, con circa 23.000 sbarchi dall’inizio dell’anno alla fine di novembre, segnando una diminuzione di oltre l’80% rispetto ai primi 11 mesi del 2017. Nonostante gli sbarchi fossero già iniziati a diminuire a partire dal luglio 2017, con l’arrivo del leader della Lega, Matteo Salvini al Viminale, il primo giugno, gli arrivi sono diminuiti ulteriormente. Salvini, difatti, ha ordinato la chiusura dei porti, vietando l’attracco a qualsiasi nave di ong o delle missioni europee coinvolte nelle attività di soccorso e salvataggio in mare.

Tuttavia, come affermato dal portavoce di Frontex, l’agenzia europea della Guardia di frontiera e costiera, Izabella Cooper, “gestire dei flussi migratori è come premere un palloncino pieno d’aria, quando una rotta si chiuse, un’altra aumenta”. A suo avviso, l’unica soluzione è l’eliminazione delle cause dei flussi così ingenti, quali la guerra e la povertà.

Nell’Oceano Atlantico, i migranti vanno incontro a rischi maggiori rispetto a quelli che intraprendono viaggi nel Mediterraneo, poiché tali acque sono soggette a onde anomale, temperature molto alte e distanze superiori. Nonostante i numeri siano ancora piccoli rispetto alle cifre registrate nella Spagna continentale, le autorità del Senegal e del Gambia hanno segnalato un aumento nel numero di tentativi di lasciare le loro coste da parte di cittadini, a bordo persino di piccole imbarcazioni.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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