Il Qatar si ritirerà dall’OPEC entro gennaio 2019

Pubblicato il 3 dicembre 2018 alle 9:07 in Medio Oriente Qatar

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Il Qatar si ritirerà dall’OPEC, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, nel gennaio 2019. L’annuncio è stato effettuato dal ministro dell’Energia qatarino, Saad Sherida al-Kaabi, lunedì 3 dicembre. La decisione di lasciare il blocco dei 15 Stati, i quali detengono quasi la metà dell’intera produzione mondiale di petrolio, è stata confermata dalla compagnia petrolifera statale, Qatar Petroleum.

Nel corso di una conferenza stampa a Doha, al-Kaabi ha spiegato che il ritiro dall’OPEC riflette il desiderio del Qatar di concentrare i suoi sforzi su piani di sviluppo e sull’aumento della produzione di gas naturale da 77 milioni di tonnellate all’anno a 110 milioni di tonnellate negli anni futuri. Come riferisce al-Jazeera English, il Qatar è il primo Paese del Golfo Persico a lasciare l’organizzazione.

La corrispondente dell’emittente qatarina, Charlotte Bellis, ha riferito che le autorità di Doha hanno preso la decisione in vista del meeting dell’OPEC del 6 dicembre, così da essere più trasparenti possibile. Bellis ha altresì specificato che, a detta delle autorità qatarine, si tratta di una scelta di business. “Al-Kaabi ha specificato che il Qatar è un attore piccolo all’interno dell’OPEC, perciò non ha senso che il Ministero dell’Energia si concentri su cose che non costituiscono la forza del Paese. Il gas è la forza del Qatar, ecco perché hanno preso questa decisione”, ha chiarito la corrispondente. Il ministro, inoltre, ha sottolineato che, una volta abbandonata l’organizzazione, il Qatar rispetterà tutti gli obblighi come gli altri produttori di petrolio che non fanno parte del cartello.

Il Qatar si era unito all’OPEC del 1961, un anno dopo la sua creazione. Il Paese del Golfo costituisce il principale fornitore di gas naturale al mondo, producendone circa il 30% a livello globale, e condivide il giacimento di gas più grande al mondo, il North Field, con l’Iran. Già a settembre, il Qatar aveva annunciato che avrebbe aumentato la produzione di gas naturale aggiungendo una quarta linea di produzione per aumentare la capacità dal North Field a 110 milioni di tonnellate all’anno. Nel frattempo, nei giorni passati, l’OPEC e la Russia, che insieme producono circa il 40% del petrolio mondiale secondo quanto riportato da Reuters, hanno annunciato di aver concordato nuovi tagli alla produzione per assicurare che il prezzo del petrolio non cali troppo nei prossimi mesi. A ottobre, il prezzo del greggio aveva raggiunto gli 86 dollari a barile ma, da allora, è sceso a circa 60 dollari.

Dal 5 giugno 2017, il Qatar sta vivendo una crisi con gli altri Paesi del Golfo Persico. In tale data, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno imposto un embargo contro Doha, a causa di un presunto sostegno e finanziamento ad organizzazioni terroristiche. Da parte sua, il Qatar ha sempre negato le accuse, ma si è trovato in una grave condizione di isolamento. I confini terrestri e marittimi del Paese sono stati chiusi, i collegamenti aerei sospesi e i cittadini qatarini espulsi dagli Stati sostenitori dell’embargo. I tre Paesi del Golfo e l’Egitto hanno accusato Doha di sostenere il terrorismo e di essere eccessivamente vicina al rivale regionale dell’Arabia Saudita, l’Iran. Nell’annunciare l’embargo, Riad aveva dichiarato che questo fosse necessario per “proteggere la sicurezza nazionale dai pericoli del terrorismo e dell’estremismo”. Il Qatar ha ripetutamente definito tali accuse “infondate”, denunciando l’embargo come un tentativo di imporre un controllo sulla nazione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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