Libia e Giordania rafforzano le relazioni

Pubblicato il 3 dicembre 2018 alle 11:03 in Giordania Libia

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Il premier di Tripoli, Fayez Serraj, ha incontrato il sovrano della Giordania, re Abdullah II, nel corso del fine settimana passato, ad Amman.

I due leader hanno concordato di riattivare gli accordi di cooperazione congiunta tra Libia e Giordania, in ambito economico, di sicurezza, della salute e dell’educazione. Nel corso dei colloqui, Serraj e re Abdullah II hanno anche affrontato questioni di interesse comune, come lo sviluppo della cooperazione nell’ambito degli scambi commerciali, degli investimenti e del turismo sanitario. Infine, i due hanno parlato degli sviluppi regionali, tra cui la questione palestinese. Da parte sua, re Abdullaha II ha rinnovato il supporto della Giordania alla Libia, mentre Serraj ha giurato che il suo Paese estinguerà presto il debito medico, del valore di 250 milioni di dollari, contratto con lo Stato mediorientale per le cure fornite dagli ospedali giordani privati ai combattenti libici feriti.

Alcune fonti non identificate avevano riferito ai media locali che Serraj, probabilmente, avrebbe incontrato il generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo libico rivale di Tobruk e capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), durante la visita in Giordania, ma tale meeting non è avvenuto. Sia Serraj sia Haftar hanno partecipato alla conferenza internazionale sulla Libia a Palermo, il 12 e 13 novembre scorso, alla quale hanno preso parte i leader di numerosi Paesi, con l’obiettivo di contribuire a favorire una soluzione politica in Libia.

Nel frattempo, i quartier generali del governo di Tripoli sono stati teatro di proteste nella giornata di domenica 2 dicembre, da parte dei lavoratori che hanno protestato per i salari non pagati. Le autorità tripoline non hanno rilasciato alcun comunicato, ma lo staff di Serraj ha riferito che analizzerà le richieste dei lavoratori e darà loro una risposta entro questa settimana.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento della NATO, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Tra il 2012 e il 2014, il Paese è giunto nuovamente sull’orlo di una guerra civile, che ha portato alla formazione di due governi rivali, uno insediato a Tripoli e uno a Tobruk. Il 17 settembre 2015, l’accordo di Skhirat ha dato vita al Governo di Accordo Nazionale (GNA), con a capo Serraj, che avrebbe dovuto unificare il panorama politico libico. Tuttavia, gli altri due governi non l’hanno mai riconosciuto, così che Serraj è riuscito ad insediarsi a Tripoli soltanto il 30 marzo 2016 e, da allora, le autorità libiche continuano ad essere divise in due governi: quello stanziato a Tripoli e guidato da Serraj, appoggiato dall’Onu, e quello di Tobruk, appoggiato da Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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