Incontro tra Netanyahu e Pompeo sugli “sviluppi nella regione”

Pubblicato il 3 dicembre 2018 alle 14:15 in Israele USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, incontrerà il segretario di stato americano, Mike Pompeo, a Bruxelles, il 3 dicembre, per discutere gli “sviluppi nella regione”.

Il primo ministro non ha fornito ulteriori dettagli sulle tematiche dell’incontro. Tuttavia, l’agenzia di stampa Reuters sottolinea il fatto che Pompeo abbia condannato, il 1 dicembre, l’ultimo test missilistico dell’Iran. Da parte sua, Netanyahu ha spesso utilizzato gli incontri con funzionari internazionali per proporre la sua agenda, che ha come punto saldo l’obiettivo di fermare le ambizioni nucleari dell’Iran. Israele ha spesso ribadito di sentirsi minacciato dalle mosse di Teheran, sopratutto dalla creazione di basi militari nella vicina Siria occidentale. Nell’incontro con Pompeo, Netanyahu sarà accompagnato dal capo dell’agenzia di spionaggio israeliana, il Mossad, dal consulente per la sicurezza nazionale israeliano e dal suo addetto militare, secondo quanto riferisce la dichiarazione del primo ministro.

Il governo israeliano esce recentemente da una difficile crisi interna. Israele ha evitato le elezioni anticipate, nonostante una crisi del governo di coalizione guidato da Netanyahu.  Tuttavia, il 19 novembre il primo ministro ha rassicurato sulla stabilità dell’esecutivo. Il ministro dell’Istruzione, Naftali Bennett, ha dichiarato che il suo partito, la casa ebraica, darà a Netanyahu un’altra possibilità per affrontare le “sfide alla sicurezza” che affliggono Israele, scongiurando la crisi di governo. Il ministro ha quindi elencato le minacce che avrebbe voluto che il governo affrontasse con più fermezza, come la guerra a Gaza, i rapporti con il Libano e con l’Iran. Le pressioni su Netanyahu sono numerose. “Lo dico al primo ministro qui: stiamo ritirando proprio ora tutte le nostre richieste politiche e staremo nel governo per aiutarti in questa grande missione di convincere Israele a vincere di nuovo”, aveva dichiarato Bennett. “Il governo potrebbe veramente iniziare a guidarci sulla retta via, comportandosi come un vero governo di destra, vale la pena provare”, aveva aggiunto. In precedenza Bennett aveva minacciato di dimettersi, scatenando la più seria crisi di coalizione che il governo di Israele ha affrontato da quando è stato formato, nel 2015. Bennett ha riconosciuto che aver cambiato idea potrebbe indebolirlo politicamente, ma ha dichiarato che fosse nell’interesse del Paese dare a Netanyahu un’ultima possibilità.

Mentre la mossa ha rimandato le elezioni anticipate, per il momento, il primo ministro deve mantenere la coalizione di governo su un terreno instabile, disponendo di una sottile maggioranza di 61 seggi su 120. L’improvvisa crisi di coalizione è stata scatenata da una incursione israeliana sotto copertura a Gaza, avvenuta a metà novembre, che ha dato il via ai combattimenti più violenti tra Israele e Hamas, dopo quelli della guerra del 2014. Il ministro israeliano della Difesa, Avigdor Lieberman, che aveva chiesto una risposta molto più forte agli scontri, si è dimesso in segno di protesta contro il cessate il fuoco che aveva posto fine ai combattimenti a Gaza. A seguito di ciò, Bennett ha minacciato di mettere fine al governo se non fosse stato nominato ministro della Difesa, un posto che Netanyahu aveva dichiarato di voler tenere per se stesso. Nonostante la crisi di governo, la maggior parte dei sondaggi di opinione, compresi quelli effettuati a seguito dell’inizio della crisi a Gaza, mostra gradimento dell’elettorato nei confronti di Netanyahu. Se il primo ministro dovesse essere rieletto nuovamente, verrà ricordato come il  leader con più anni di governo del Paese.

Netanyahu è stato oggetto di pesanti critiche per aver accettato il cessate il fuoco, specialmente da parte della sua stessa base politica e dalle città a sud di Israele, colpite dagli attacchi provenienti da Gaza. Questi territori sarebbero, solitamente, le roccaforti del suo partito, il Likud. Tuttavia, in un appassionato discorso che ha annunciato il suo nuovo ruolo di ministro della Difesa, Netanyahu ha cercato di rispondere alle critiche e ha fortemente attaccato i suoi partner della coalizione per aver tentato di causare elezioni anticipate in un momento delicato per la sicurezza di Israele. Ha ripetuto tali critiche in altre occasioni, sostenendo che sarebbe stato “irresponsabile” sciogliere il governo e indire elezioni anticipate in una situazione di sicurezza così tesa. Se il governo fosse crollato, Netanyahu avrebbe dovuto affrontare una campagna elettorale indebolito dai recenti sviluppi  a Gaza. Tuttavia, è importante sottolineare la mancanza di un vero sfidante contro la sua leadership.

In ogni caso, il destino del primo ministro non è ancora deciso. Netanyahu, infatti, potrebbe risultare indebolito su altri fronti, sopratutto a causa di una potenziale accusa di corruzione, che rischia di metterlo in estrema difficoltà. La polizia israeliana, il 2 dicembre, ha dichiarato di aver stabilito una base probatoria per accusare Netanyahu e sua moglie Sara per frode e per aver accettato tangenti. Il caso ruota intorno ai sospetti che alcuni collaboratori di Netanyahu abbiano promosso accordi, per un valore di centinaia di milioni di dollari, alla compagnia di telecomunicazioni Bezeq, in cambio di una copertura positiva del primo ministro sul quotidiano web di Bezeq, Walla. La polizia ha già raccomandato che il primo ministro Netanyahu fosse incriminato per le accuse di corruzione in altri due casi, uno che comporta l’accettazione di tangenti da parte di amici miliardari e il secondo per la negoziazione di una copertura mediatica positiva da parte di un altro giornale. Il primo ministro ha negato qualsiasi illecito, respingendo le accuse come una caccia alle streghe orchestrata dai media.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.