Francia: il primo ministro incontrerà i rappresentanti delle proteste

Pubblicato il 3 dicembre 2018 alle 18:14 in Europa Francia

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Il primo ministro francese, Edouard Phillipe, ha cancellato il proprio intervento al summit sul cambiamento climatico COP24 di Katowice, in Polonia, lunedì 3 dicembre, per incontrare i leader politici francesi al fine di formulare una risposta all’ondata di proteste violente dei gilet gialli.

Secondo quanto riferito dal quotidiano francese France24, entro questa settimana, Phillipe annuncerà nuove misure per sedare la crisi, che ha visto gli scontri peggiori a Parigi dal 1968.  Il primo ministro, nel pomeriggio di martedì 4 dicembre, incontrerà altresì i portavoce del movimento. Il presidente Emmanuel Macron ha tenuto un meeting di emergenza con Phillipe, il ministro dell’Interno e ufficiali della sicurezza presso l’Eliseo, subito dopo essere rientrato dal G20 a Buenos Aires, domenica 2 dicembre.

Il 5 dicembre, è previsto un dibattito sulla situazione politica francese in seno all’Assemblea Nazionale, seguito da un altro dibattito in Senato, il giorno dopo. Una visita pianificata questa settimana da parte del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, è stata cancellata per via dei disordini e dei cambi di agenda negli impegni dei leader francesi. Il ministro delle Finanze, Le Maire, ha riferito che il governo cercherà di velocizzare i tagli alle tasse e di diminuire la spesa pubblica per sedare le tensioni il più presto possibile.

La polizia francese ha reso noto che, il primo dicembre, 412 persone sono state arrestate, di cui 378 rimangono ancora in custodia. Complessivamente, 263 cittadini sono rimasti feriti, di cui 133 nella capitale, tra cui 23 membri delle forze di sicurezza. “Non accetterò mai la violenza, nessuna causa giustifica attacchi contro le autorità, le imprese, i giornalisti o che l’Arco di Trionfo venga danneggiato”, ha affermato Macron.

Nel frattempo, la compagnia petrolifera francese Total ha riferito che i gilet gialli stanno bloccando 11 depositi di carburante, comportando che 75 stazioni di gas hanno esaurito il carburante. Un portavoce della compagnia ha spiegato che, se il blocco non verrà revocato velocemente, altre stazioni potranno presto esaurire ilo carburante.

Le proteste in Francia sono iniziate il 17 novembre e, in poco tempo, hanno assunto una dimensione nazionale, diffondendosi dalla capitale in tutto il Paese. Il movimento dei gilet gialli, in fermento ormai da oltre due settimane con l’appoggio della maggioranza dei cittadini, sostiene che Macron dovrebbe ritirare le riforme finanziarie ed il nuovo regime fiscale, che hanno reso il costo della vita troppo alto in tutta la Francia. In particolare, i manifestanti sono contrari alle le tasse introdotte nel 2017 su diesel e petrolio al fine di incoraggiare l’energia “pulita” e sostenibile a livello ambientale.

Finora, il governo si è rifiutato di piegarsi alle loro richieste, poiché il presidente francese è convinto che le sue azioni siano giuste. “Capisco le richieste dei cittadini, ma non mi arrenderò a coloro che vogliono solo la distruzione e il disordine”, ha affermato Macron. Il 24 novembre, numerose centinaia di manifestanti si sono riuniti sugli Champs-Elysées, dove la polizia li ha fermati prima che raggiungessero l’Eliseo. La folla in protesta aveva bloccato le autostrade di varie città, dando fuoco a barricate e sbarrando la via con convogli di camion. La settimana precedente, invece, erano stati circa 300.000 i cittadini che avevano partecipato alle manifestazioni. Nonostante le esortazioni del governo al ripristino della calma nel Paese, le tensioni non sono cessate, anzi, si sono intensificate e hanno ampliato il loro raggio d’azione fino a includere l’isola La Réunion, nell’Oceano Indiano, dove sono state incendiate alcune automobili.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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