Cuba: il matrimonio egualitario al centro del dibattito sulla nuova Costituzione

Pubblicato il 3 dicembre 2018 alle 6:03 in America Latina Cuba

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La nuova Costituzione cubana sarà sottoposta a referendum popolare il prossimo 24 febbraio. Il nuovo testo, proposto da una commissione presieduta dall’ex presidente e segretario del Partito Comunista di Cuba Raúl Castro, è già stato approvato dal parlamento dell’isola, dominato dal PCC e introduce una serie di innovazioni, tra cui la proprietà privata e l’economia di mercato, senza intaccare il ruolo guida del partito e le fondamenta del socialismo cubano. Tuttavia il testo ha introdotto fin d’ora una novità nell’isola: il dibattito politico, assente nei lunghi anni del castrismo.

Oggetto di discussione non sono tutti i 224 articoli della nuova Carta Magna, ma essenzialmente uno, l’articolo 68, che introduce il matrimonio egualitario nell’isola.

Il matrimonio egualitario, formulato come una “unione tra due persone” senza specificare il sesso, non è l’unica novità della Costituzione, che riconosce anche la proprietà privata, l’importanza degli investimenti esteri e limita il mandato presidenziale, ma la sua formulazione, in un paese in cui negli anni sessanta gli omosessuali erano confinati nei campi di rieducazione, è una scommessa per il governo. Una scommessa che porta una firma, quella di Mariela Castro, figlia di Raúl e direttrice del Centro nazionale di educazione sessuale (Cenesex) riguardante la comunità LGBT. Manuel Vázquez, vice direttore di Cenesex, ritiene che il nuovo testo “rappresenti un passo avanti molto positivo nell’attuale contesto latinoamericano, segnato da battute d’arresto nei diritti LGTB, la salute riproduttiva e sessuale e la violenza di genere “.

“Con la nuova Costituzione, l’intera popolazione guadagnerà diritti, non solo gli omosessuali. L’articolo 68 e il 40 che ne è il fondamento ci permetteranno di andare verso una società più diversificata. Non solo per festeggiare il nostro orgoglio, ma per rivendicare le nostre esperienze come un modo legittimo e legale all’interno di una società più inclusiva ” – afferma Vázquez al quotidiano El País, aggiungendo come sia fondamentale l’esplicito sostegno all’iniziativa da parte del presidente cubano Miguel Díaz-Canel.

Le associazioni LGBT e numerosi attivisti manifestano apertamente il proprio sostegno a una norma che doterebbe Cuba della legislazione più avanzata della regione in materia di matrimonio e diritti degli omosessuali.

Assolutamente contraria la posizione delle chiese evangeliche. Sulla facciata di una chiesa metodista del Vedado, quartiere occidentale dell’Avana, sono appesi due poster che recitano: “La famiglia come Dio l’ha creata” e  “Matrimonio = Uomo + Donna “. “Hai bisogno di più spiegazioni? Tutto il resto è un’aberrazione” – afferma il custode al quotidiano spagnolo El País. In una chiesa battista di Centro Avana, il diacono Eshban Prado spiega la sua partecipazione al referendum attraverso il Comitato di Difesa della Rivoluzione locale: “Abbiamo chiesto di eliminare diversi paragrafi degli articoli 68 e 40, perché lo Stato deve incoraggiare la coppia eterosessuale e monogama, fondamento naturale della procreazione. Se il testo messo in votazione a febbraio non include le nostre proposte, voteremo contro o ci asterremo”. “Ci saranno più voti negativi e astensioni che nel 1976” – pronostica il diacono. Una posizione impensabile in una società come quella cubana, dove il controllo del governo sulle attività politiche e sociali è granitico e tende a manifestare l’unanimità del sostegno della popolazione alla Rivoluzione.

La Chiesa cattolica, maggioritaria sull’isola, lamenta, oltre all’introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, anche il mancato decentramento dell’educazione, ad oggi tutta nelle mani dello stato, e altre misure di aspetto etico e sociale, senza tuttavia proclamare la propria opposizione frontale alla nuova Costituzione.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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