Somalia: raid USA, uccisi 9 militanti di al-Shabaab

Pubblicato il 2 dicembre 2018 alle 10:47 in Africa Somalia

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Washington ha reso noto che l’esercito statunitense ha condotto un raid aereo a ovest della capitale somala, Mogadiscio, uccidendo 9 combattenti di al-Shabaab.

L’esercito americano ha reso noto di aver uccido 9 combattenti in un raid aereo condotto a Lebede, in Somalia, nel quadro delle operazione atte a sostenere gli sforzi del governo locale contro il gruppo armato di al-Shabaab. Il Commando Africano dell’esercito (US AFRICOM) ha dichiarato, con un comunicato diffuso sabato 1 dicembre, che l’attacco è stato sferrato venerdì 30 novembre e che le forze hanno, per il momento, stilato un bilancio di 9 combattenti del movimento uccisi, e nessun civile coinvolto.

Le ultime operazioni di al-Shabaab erano state assai recenti. Il 26 novembre, almeno 15 persone erano morte nell’esplosione di un’autobomba di al-Shabaab, seguita da uno scontro a fuoco, nel Nord della città di Galkayo, nella regione centrale di Mudug, in Somalia. Tra le vittime vi era un leader musulmano Sufi.

Già il 22 novembre, l’esercito americano aveva reso noto di aver effettuato due raid contro al-Shabaab in Somalia, nei pressi di Debatscile, uccidendo, in quell’occasione, almeno 37 combattenti.

Gli Stati Uniti portano avanti periodici raid aerei in Somalia a sostegno del governo locale, spalleggiato dalle Nazioni Unite, il quale da anni si impegna nella battaglia contro le forze di al-Shabaab. Dopo l’insediamento del presidente americano, Donald Trump, alla Casa Bianca, si è registrato un netto potenziamento di tali offensive. Trump ha iniziato il mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, giurando di voler eliminare la minaccia jihadista da diversi Paesi, tra cui la Somalia. Ne è conseguito che, tra il gennaio e il novembre 2017, gli USA hanno compiuto 30 bombardamenti aerei nel Paese africano contro i militanti di al-Shabaab, di cui 14 soltanto nel mese di agosto, segnando una forte crescita rispetto al numero delle operazioni svolte negli anni precedenti, in linea con la volontà del presidente americano di voler eliminare definitivamente la minaccia terroristica. Tra il 3 e il 4 novembre 2017, sono stati altresì compiuti i primi raid aerei americani contro lo Stato Islamico nel Paese africano.

L’aumento dei bombardamenti è stato dovuto al fatto che Trump, lo scorso ottobre, ha deciso di introdurre nuove regole sui raid con i droni, eliminando una serie di restrizioni introdotte nel maggio 2013 dal precedente presidente, Barack Obama. Secondo tali limitazioni, le operazioni delle forze di sicurezza speciali e della CIA dovevano colpire esclusivamente quei gruppi di militanti considerati “una minaccia continua e imminente” agli interessi dei cittadini americani. Con le modifiche proposte dalla Casa Bianca, i soldati americani, invece, sono ora in grado di colpire anche membri delle organizzazioni terroristiche che non ricoprono il ruolo di combattenti o di leader e, inoltre, i raid con i droni non sono più soggetti a controlli di alto livello. Il 12 dicembre 2017, il Pentagono ha inoltre presentato un nuovo piano contro i terroristi in Somalia, il quale prevede che le truppe americane rimangano nel Paese africano per almeno altri 2 anni, alla fine dei quali dovrà essere effettuato un controllo per stabilire se sarà necessario prolungare le operazioni.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nonostante l’aumento dei raid aerei da parte delle forze americane, al-Shabaab è riuscito a mantenere il controllo della Valle di Jubba e a riconquistare di alcune aree nel Sud del Paese. Nel Nord della Somalia, invece, i militanti dello Stato Islamico hanno stabilito una base operativa nella zona di Puntland, da cui hanno lanciato un attacco contro le forze di sicurezza somale nel mese di maggio 2017, uccidendone 5 e ferendone molte altre.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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