Messico: il nuovo presidente porrà fine a corruzione, povertà e violenza nel Paese

Pubblicato il 2 dicembre 2018 alle 10:48 in America Latina Messico

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Il nuovo presidente di sinistra del Messico, Andres Manuel Lopez Obrador, sabato 1 dicembre è entrato ufficialmente in carica, giurando di porre fine all’avida élite del suo Paese, combattendo contro corruzione, povertà cronica e violenza.

L’uomo, che ha prestato giuramento nella Camera bassa del Congresso, ha promesso di far rinascere il Messico e di rovesciare quella che ha definito la disastrosa eredità lasciata da decine di anni di governi “neo-liberali”. “Il governo non sarà più un comitato al servizio di un’avida minoranza, e non sarà nemmeno un semplice facilitatore di saccheggi, come è successo in passato” ha dichiarato il nuovo presidente.

La maggiore sfida che Lopez Obrador dovrà affrontare è la gestione delle relazioni tra Messico e Stati Uniti, dopo i ripetuti attacchi verbali del leader della Casa Bianca, Donald Trump, riguardo la questione dei migranti irregolari che attraversano il confine statunitense. Il nuovo presidente messicano ha ripetuto di star cercando di contenere l’immigrazione attraverso un patto con Trump e il primo ministro canadese, Justin Trudeau, per incoraggiare lo sviluppo del Messico e dell’America Centrale.

Il nuovo presidente ha altresì cercato di rassicurare le aziende riguardo le sue politiche, dopo il crollo dei mercati in seguito alle elezioni dell’1 luglio. Lopez Obrador ha sottolineato che gli investimenti nel Paese saranno sicuri, e ha promesso di rispettare l’indipendenza della banca centrale. Inoltre, l’uomo ha dichiarato che non aumenterà le tasse né il debito nazionale, affermando che il suo governo cercherà di risparmiare ponendo fine al flusso di denaro utilizzato a scopi di corruzione, nei confronti della quale adotterà una politica di tolleranza zero.

Nel suo discorso, il nuovo presidente ha sottolineato che, nella sua lotta contro la disuguaglianza, terrà in grande considerazione la minoranza indigena messicana, ponendola al primo posto. Durante il discorso ai suoi sostenitori, Lopez Obrador ha altresì preso parte a un rituale con alcuni rappresentanti dei gruppi indigeni.

Infine, con l’obiettivo di assicurare ai propri cittadini un lavoro in patria ed evitare che gli stessi si rechino all’estero, l’uomo ha affermato il suo desiderio di creare una zona economica speciale a bassa tassazione al confine settentrionale del Paese. “Non appartengo più a me stesso, appartengo a voi, appartengo al popolo del Messico” ha concluso il nuovo presidente.

Alcune sfide che attendono Lopez Obrador sono molto più dure rispetto a quelle che aveva dovuto affrontare il suo predecessore, Enrique Pena Nieto, quando era salito in carica nel 2012, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Solamente nel 2017 nel Paese si è registrato il numero record di 25.000 persone. Tra luglio e ottobre 2018, invece, si sono verificati oltre 10.000 omicidi, il periodo più violento dal 1997.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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