Immigrazione: ONU richiede sbarco di 12 migranti bloccati nel Mediterraneo

Pubblicato il 2 dicembre 2018 alle 6:02 in Immigrazione Spagna

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L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), venerdì 30 novembre ha richiesto una soluzione urgente al caso dei 12 migranti bloccati nel Mediterraneo, mentre alcuni attivisti hanno dichiarato di aver trasportato uno di loro a Malta.

Le 12 persone erano state recuperate dal peschereccio spagnolo “Nuestra Madre Loreto” il 22 novembre. Il gruppo umanitario spagnolo Proactiva Open Arms, che aveva contribuito alle operazioni di salvataggio, ha dichiarato che è stata fatta sbarcare una sola persona poiché in forte stato di disidratazione. Tuttavia, il gruppo ha comunicato che anche gli altri 11 rifugiati hanno bisogno di sbarcare in un porto sicuro il più presto possibile.

I migranti, provenienti da Egitto, Niger, Senegal, Somalia e Sudan, erano partiti dalla Libia, ed erano stati trovati in difficoltà in acque maltesi. Le autorità spagnole hanno già cercato di convincere Tripoli a riaccogliere le persone, e attualmente si trovano in trattative sia con Malta, sia con l’Italia. Tuttavia, Pascual Dura, il capitano della nave umanitaria che ospita i migranti, ha riportato che entrambi i Paesi si sono già rifiutati di far attraccare l’imbarcazione ai propri porti. Pertanto, l’ufficio di Madrid dell’UNHCR ha fatto appello, venerdì 30 novembre, perché venga trovata una soluzione.

Più di 106.000 persone sono arrivate in Europa via mare dall’inizio del 2018 e almeno altri 2.119 sono morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, secondo i dati dell’IOM, l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni.

Da quando Matteo Salvini è salito alla guida del Ministero dell’Interno italiano, il primo giugno scorso, ha inaugurato una politica più rigida e intransigente nei confronti del fenomeno migratorio, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle ONG e delle missioni europee che, a suo avviso, fungevano da taxi dei migranti nel Mediterraneo, intralciando spessi le attività della Guardia Costiera libica.

Da parte sua, anche Malta ha adottato un atteggiamento simile. Il 28 giugno, La Valletta  aveva dichiarato che non avrebbe più permesso alle navi umanitarie che eseguivano operazioni di salvataggio in mare di approdare nei propri porti, poiché il governo maltese aveva spiegato che tale decisione era stata presa per evitare che si diffondesse l’idea che Malta approvasse operazioni che potrebbero essere contro la propria legge e quella internazionale. Inoltre, La Valletta aveva dichiarato di aver attuato questa misura per sottolineare la necessità che tutti i membri dell’Unione Europea facciano la loro parte nell’accogliere i migranti.

Nonostante le partenze dei migranti siano sensibilmente diminuite durante il 2018, alcuni trafficanti di persone continuano a far partire imbarcazioni. In questo contesto, a causa delle pressioni esercitate da Italia e Malta, gran parte delle navi gestite dalle ONG umanitarie hanno cessato le loro attività di ricerca e salvataggio in mare a largo delle coste libiche.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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