Immigrazione: i fatti più importanti di novembre 2018

Pubblicato il 1 dicembre 2018 alle 6:01 in Approfondimenti Immigrazione

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Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), nel mese di novembre, in Europa sono sbarcati 7.502 migranti, la maggior parte dei quali in Spagna, seguita da Grecia, Italia, Cipro e Malta. Dall’inizio dell’anno a oggi, invece, complessivamente, l’Europa ha registrato lo sbarco di 107.216 stranieri, di cui oltre 52.600 sono giunti in Spagna, oltre 29.400 in Grecia, poco più di 23.000 in Italia, 930 a Cipro e 1.182 a Malta. Nello stesso periodo del 2017, invece, in Europa erano sbarcati oltre 160.000 migranti, la maggior parte dei quali in Italia, che era il principale porto di arrivo del Mediterraneo. Per quanto riguarda il numero dei morti in mare nel corso delle traversate, dall’inizio del 2018 a oggi sono stati registrati 2.123 decessi, contro gli oltre 3.000 dello stesso periodo del 2017.

Il mese di novembre 2018 si è aperto con l’invio, da parte dell’IOM di equipaggiamento medico al Ministero della Salute della Libia, attraverso il Fondo Fiduciario dell’Unione Europea (EUTF). La donazione ha incluso macchine ad ultrasuoni, monitor medici, sedie a rotelle ed altre tipologie di dispositivi sanitari, che sono stati smistati in 14 strutture sparse per la Libia, di cui 10 centri medici e 4 ospedali. Le città interessate sono state Tobruk, Bengasi, Kufra, Misrata, Garabulli, Tripoli, Bani Walid, Azzawya, Zwara, Sebha, Ubari e Ashati. La donazione è stata annunciata in seguito alla visita in Libia effettuata dalle squadre mediche dell’IOM, che hanno concordato con il Ministero della Salute i requisiti e le necessità del settore sanitario nel Paese nordafricano. A causa della continua instabilità, le strutture mediche in Libia stanno faticando a mantenere un equipaggiamento adeguato e, di conseguenza, non riescono a fornire il servizio richiesto dalla popolazione bisognosa.

Il 7 novembre, il ministro dell’interno, Matteo Salvini, ha presentato un pacchetto di indicazioni al Viminale in merito ai servizi di accoglienza per i richiedenti asilo. Tra le indicazioni è previsto che i prefetti e i sindaci abbiano a disposizione un nuovo strumento per determinare i servizi di accoglienza per i richiedenti asilo che sono ospiti nei centri sul territorio, e per calcolare l’entità dei costi da inserire nei disciplinari di gara. Come ha spiegato Salvini, in pochi mesi, il Viminale ha messo ordine “in una materia che doveva essere sistemata da dieci anni”. “Con criterio, buon senso e ottimi esiti finali abbiamo messo ordine, regole, serietà, trasparenza e uniformità nel sistema di accoglienza che era divenuto un mercimonio, un business fuori controllo pagato dal popolo italiano”, ha spiegato il ministro.

Il 13 novembre, è stato reso noto da ufficiali dell’Onu che circa 80 migranti, salvati al largo della Libia da una nave mercantile, la Nivin, si stavano rifiutando di sbarcare nella città di Misurata, nella zona occidentale del Paese. L’intervento di soccorso era stato effettuato dalla nave mercantile, poiché le imbarcazioni della Guardia Costiera libica non erano state in grado di raggiungere velocemente il luogo dell’incidente.

Lo stesso giorno, 12 migranti a bordo di un peschereccio francese rubato sono riusciti a raggiungere la costa dell’Inghilterra, dopo aver attraversato il canale della Manica, in ciò che le autorità hanno definito “un modo totalmente nuovo di raggiungere la Gran Bretagna”. La Marina francese ha intercettato l’imbarcazione, avvertendo la controparte inglese che una nave di 12 metri stava effettuando una rotta bizzarra intorno alle 9:30 di sera del 12 novembre. Secondo le indagini, il peschereccio sarebbe stato rubato dal porto di Boulogne-sur-Mer. I migranti sono sbarcati in territorio inglese intorno alle una di notte. La portavoce delle autorità marittime del Nord della Francia, Ingrid Parrot, ha riferito che si è trattato di un metodo del tutto nuovo, mai sperimentato finora dai migranti. La Guardia Costiera britannica ha confermato di aver assistito le forze di frontiera inglesi, senza tuttavia rendere note le nazionalità degli stranieri.

Sempre il 13 novembre, il campo di rifugiati informale Baobab di Roma è stato sgomberato nella giornata su ordine di Salvini. La tendopoli era stata aperta nell’agosto 2015, anno del picco della crisi migratoria, dall’associazione Baobab Experience, dietro la Stazione Tiburtina nella capitale e serviva come luogo di raccolta per i migranti in transito. Nei giorni precedenti allo sgombro, 55 migranti erano stati ricollocati in altre strutture. Salvini ha riferito che, per riportare la legalità a Roma, verranno effettuati molti altri sgomberi, quartiere per quartiere.

Il 14 novembre, l’Italia ha attiva to un nuovo corridoio umanitario con il Niger, attraverso il quale 51 migranti bisognosi di protezione internazionale sono giunti all’aeroporto di Pratica di Mare, in provincia di Roma. Al loro arrivo era presente il ministro dell’interno e vice premier, Matteo Salvini, Il quale ha spiegato che si è trattato del primo di una serie di voli umanitari che raggiungeranno l’Italia. “Questa è la conferma che siamo un Paese accogliente, generoso e solidale”, ha dichiarato il capo del Viminale. Secondo quanto riferito dal comunicato del Ministero dell’Interno, il corridoio è stato organizzato dalla UN Refugy Agency (UNHCR), al fine di proteggere nuclei familiari e persone provenienti dall’Africa, “ritenute estremamente vulnerabili”. I 51 migranti provengono: 31 dal Sudan, 0 dall’Etiopia, 6 dall’Eritrea, 4 dalla Somalia e 1 dal Camerun. Complessivamente, ci sono 16 uomini e 35 donne, di cui 8 minori. 15 di loro sono rifugiati, mentre gli altri sono richiedenti asilo. Dopo essere accolti nelle strutture romagnole dell’associazione Papa Giovanni XXIII, gli stranieri saranno destinati a case famiglie sparse in tutta Italia.

Il 20 novembre, la nave Aquarius, della ong Medici Senza Frontiere, è stata sequestrata con l’accusa di avere a bordo rifiuti pericolosi, a rischio infettivo, e di aver effettuato lo scarico indifferenziato dei sanitari nei porti italiani. L’indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza e la Polizia, coordinate dalla Procura di Catania, che hanno accertato smaltimenti illeciti in 44 occasioni per un totale di 24 kg di rifiuti. Medici Senza Frontiere ha condannato con forza l’accusa delle autorità giudiziarie italiane, definendo il sequestro dell’Aquarius “una misura sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l’ennesima volta ‘azione medico-umanitaria in mare”. Il ministro dell’Interno ha commentato la vicenda lodando la sua scelta di aver chiuso i posti italiani alle navi delle ong e delle missioni europee.

Sempre il 20 novembre, le autorità libiche hanno fatto irruzione a bordo della nave mercantile attraccata a Misurata, a bordo della quale si trovavano ancora i 79 migranti che si erano rifiutati di scendere. Gli ufficiali libici hanno utilizzato proiettili di gomma e lacrimogeni per obbligare gli stranieri. Alcuni sono rimasti feriti nel corso dell’operazione, venendo poi portati in ospedale, mentre gli altri sono stati trasferiti immediatamente in un centro di detenzione di Misurata. Mediterranea, che con la nave Mare Jonio è impegnata in attività di monitoraggio nella porzione del Mediterraneo centrale, tra la Libia e l’Italia, ha esortato l’Unione Europea e Roma e prendersi le proprie responsabilità delle scelte politiche, aggiungendo di voler conoscere la sorte di ognuno dei circa 79 profughi. La ong dichiara che l’Italia è responsabile della vita dei questi migranti perché ha scelto di delegare a “un Paese in cui la tortura è pratica quotidiana” il recupero delle persone in fuga.

Il colonnello della Marina libica, Tawfiq al-Skair, comandante del settore centrale, ha spiegato che una delle ragioni del raid è stata l’appello presentato dal capitano della Nivin, il quale ha riferito che, in seguito al salvataggio dei migranti, l’equipaggio è divenuto loro ostaggio, in quanto questi si sono rifiutati di scendere dall’imbarcazione una volta giunta nel porto di Misurata. “La mobilità dell’equipaggio è stata limitata, due membri sono addirittura saltati in mare dopo aver ricevuto minacce di sgozzamento da parte degli stranieri”, ha spiegato al-Skair, aggiungendo che ciò è accaduto perché l’equipaggio, inizialmente, aveva promesso ai migranti che li avrebbero portati a Malta o in Italia e, invece, sono tornati in Libia.

Il 24 novembre, la polizia di Ragusa ha trattenuto 5 cittadini egiziani, accusati di essere gli scafisti dell’imbarcazione giunta a Pozzallo il 24 novembre, dopo essere partita due giorni prima da Misurata, in Libia, con a bordo 264 migranti. Gli stranieri, quasi tutti eritrei, sono stati trasferiti presso l’hot spot del comune siciliano per ricevere assistenza medica ed essere identificati. Secondo le testimonianze, ognuno aveva pagato 1.500 euro per raggiungere l’Italia, e gli scafisti a bordo svolgevano diverse funzioni, da comandanti e motoristi, a gestori dei migranti, che erano stati obbligati a stare fermi per tutta la traversata. Secondo quanto riferito da Rai News, in questi casi, gli scafisti sono veri e propri professionisti che sono stati assoldati dai libici e con cui intrattengono rapporti di lavoro. Per tale ragione, i trafficanti curano tutti i dettagli del viaggio e si occupano del reclutamento dei passeggeri nel Paese nordafricano. L’imbarcazione è giunta nel porto siciliano trainata da un peschereccio che l’aveva soccorsa in mare. Prima di essere condotti in carcere, i 5 sospettati egiziani sono stati ispezionati e la polizia ha raccolto rilievi su ordine della Questura di Ragusa.

Il 28 novembre, la Camera ha confermato la fiducia al governo sul Decreto Sicurezza e Immigrazione, con 336 voti favorevoli e 249 contrari. La fiducia è stata votata dai deputati del Movimento 5 Stelle, della Lega e 3 del gruppo Misto (Maie), quali Salvatore Caiata, Antonio Tasso e Catello Vitiello. Contrari, invece, sono stati Fratelli d’Italia, Pd, LeU, Forza Italia ed altri esponenti del gruppo Misto. Gli astenuti, infine, sono stati 3 deputati della Lega e uno del Movimento 5 Stelle, mentre gli assenti sono stati uno del Carroggio e 7 del Movimento 5 Stelle. Il giorno seguente, il decreto è stato approvato in via definitiva con 369 voti favorevoli e 99 contrari, trasformandosi in legge, come promesso nei giorni scorsi dal ministro dell’Interno, principale fautore del provvedimento.

Infine, sempre il 29 novembre, Salvini, ha annunciato, a sorpresa, che il governo italiano non firmerà il Global Compact sull’immigrazione, e che il Parlamento deciderà se aderire o meno al trattato. Tale posizione è stata confermata dal premier Giuseppe Conte, il quale ha spiegato che, seppur il Global Compact sia compatibile con la strategia italiana, “é stato preferito creare un passaggio parlamentare in cui far condividere da parte di tutti ciò che il governo sta facendo”.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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