Caso Regeni: ministro degli Esteri italiano convoca l’ambasciatore egiziano

Pubblicato il 1 dicembre 2018 alle 10:20 in Egitto Italia

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Venerdì 30 novembre, il Ministero degli Esteri italiano ha convocato l’ambasciatore egiziano in relazione al caso dell’omicidio di Giulio Regeni e ha fatto pressioni sull’Egitto perché rispetti l’impegno di agire velocemente e portare davanti alla giustizia il responsabile.

Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha formalmente convocato alla Farnesina l’ambasciatore dell’Egitto in Italia, Hisham Badr, per sollecitare le autorità egiziane ad agire rapidamente per rispettare l’impegno di fare giustizia sull’omicidio di Regeni. Il ministro ha altresì dichiarato che espresso il bisogno di Roma di vedere concreti sviluppi nelle indagini. Da parte sua, l’ambasciatore egiziano ha assicurato che l’impegno del suo governo per far luce sull’accaduto non può essere messo in discussione e che la collaborazione fra i due Paesi deve continuare, nonostante le difficoltà.

I pubblici ministeri italiani ed egiziani si erano incontrati alla fine di novembre per discutere lo stato delle indagini, ma alcune fondi giudiziarie a Roma hanno dichiarato che il team del Cairo non è riuscito a dare una svolta alle ricerche. Nonostante mesi di cooperazione tra i pubblici ministeri di Roma e del Cairo, non è stato fatto ancora alcun arresto. Tuttavia, l’Italia ha deciso di inserire 7 agenti dei servizi segreti egiziani nel registro degli indagati. Inoltre, l’Italia ha altresì stabilito che taglierà i rapporti con il Parlamento dell’Egitto. Le autorità del Cairo hanno risposto a tale decisione, venerdì 30 novembre, dicendosi “sorprese” dall’avventata decisione italiana di anticipare il risultato delle indagini.

I funzionari egiziani hanno ripetutamente negato ogni coinvolgimento nella morte di Regeni. Inoltre, l’ufficio del procuratore generale del Cairo non ha rilasciato ulteriori commenti a parte la dichiarazione pubblicata mercoledì 28 novembre, in seguito all’incontro tra i due team per le indagini. Tale documento sottolineava che le due parti erano d’accordo sul fatto che le ricerche stanno andando bene, e che verrà fatto tutto il necessario per trovare i responsabili dell’omicidio.

Regeni fu rapito il 25 gennaio 2016, e il suo corpo fu rinvenuto il 3 febbraio, vicino al Cairo, in un fosso lungo l’autostrada Cairo-Alessandria. L’autopsia rivelò che il ragazzo era stato torturato prima di essere ucciso. Da allora, sono in corso indagini per capire chi siano stati i responsabili del suo assassinio. Inizialmente, era stata incolpata una banda criminale locale specializzata in rapimenti di stranieri, i cui membri furono uccisi dalla polizia egiziana. In seguito, le forze di sicurezza locali riferirono di aver trattenuto Regeni il giorno in cui sparì.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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