Trump cancella l’incontro con Putin al G20

Pubblicato il 30 novembre 2018 alle 10:31 in Russia USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato l’incontro con il presidente russo, Vladimir Putin, programmato durante il vertice del G20, che si sta svolgendo in Argentina e che si concluderà l’1 dicembre. Ne ha dato notizia lo stesso presidente americano, ribadendo la sua disapprovazione in merito alla crisi attualmente in corso tra Russia e Ucraina e suscitando ulteriore incertezza sui rapporti tra il Cremlino e la Casa Bianca.

Il presidente americano ha comunicato la sua decisione di annullare l’incontro con il suo omologo russo su Twitter, giovedì 29 novembre, a bordo dell’Air Force One, diretto a Buenos Aires. “Dal momento che le navi e i marinai ucraini non sono stati riconsegnati dalla Russia, ho deciso che la cosa migliore per tutte le parti coinvolte è cancellare l’incontro in Argentina precedentemente programmato con il presidente Putin”, ha scritto Trump.

Il tweet si configura come un’inversione di tendenza rispetto a quanto comunicato dallo stesso leader della Casa Bianca poche ore prima, quando aveva dichiarato che probabilmente avrebbe incontrato Putin a margine del G20 e che si sarebbe trattato di “un ottimo momento per avere l’incontro”. In realtà, il 27 novembre, Trump aveva comunicato che avrebbe potuto annullare l’incontro con il leader del Cremlino che, secondo quanto riferito dal Consigliere statunitense per la Sicurezza Nazionale, John Bolton, avrebbe dovuto riguardare un ampio spettro di questioni bilaterali, fra cui tematiche connesse alla sicurezza, controllo degli armamenti e questioni in Medio Oriente e Ucraina, configurandosi come una sorta di prosecuzione del vertice che i presidenti delle due potenze mondiali avevano avuto nella capitale finalndese, Helsinki, il 16 luglio.

L’annuncio di Trump ha suscitato sopresa a Mosca, da cui il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha riferito all’agenzia di stampa RIA che il Cremlino deplora la decisione del presidente americano e che la Russia è pronta ad avere contatti con lui. “Una cancellazione significa che la discussione sulle principali questioni internazionali è posticipata indefinitamente”, ha messo in guardia Peskov.

Nel tweet del 29 novembre, tuttavia, Trump ha auspicato che il vertice con Putin possa svolgersi quando si sarà risolta la crisi esplosa tra Mosca e Kiev il 25 novembre. In tale data, tre navi ucraine – due corazzate ed un rimorchiatore – hanno tentato di attraversare lo Stretto di Kerch, il passaggio situato ad est della penisola della Crimea che collega il mar Nero con il mar d’Azov, per raggiungere Mariupol da Odessa. Mosca, che ha interpretato tale condotta delle imbarcazioni ucraine come una violazione delle sue acque territoriali, ha reagito aprendo il fuoco contro le navi e disponendone il sequestro. Kiev, da parte sua, ha respinto tali accuse, incolpando a sua volta la Russia di aver commesso “un’aggressione militare”.

L’escalation nei rapporti tra Mosca e Kiev complica il quadro, già complesso, delle relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti. La decisione dell’ex amministrazione Obama di imporre sanzioni alla Russia nel 2014 per l’annessione della Crimea ha deteriorato i rapporti tra Mosca e Washington che, sotto l’amministrazione Trump, sta tentando di migliorare il legame con l’avversario della Guerra Fredda. Tale tentativo procede faticosamente, dal momento che rimangono tra le due potenze forti divergenze, per esempio con riferimento alla guerra in Siria, dove gli Stati Uniti guidano una coalizione internazionale che sostiene le Syrian Democratic Forces (SDF), l’alleanza a guida curda che si oppone al regime di Damasco, guidato dal presidente siriano, Bashar al-Assad, sostenuto, invece, dalla Russia.

Complica il quadro anche la vicenda del Russiagate. Negli Stati Uniti è in corso un’indagine relativa all’ingerenza di Mosca nelle elezioni presidenziali americane del 2016, vinte da Trump, che ha ripetutamente negato l’esistenza di qualsiasi forma di collusione con la Russia, la quale, da parte sua, respinge le accuse di interferenza. Proprio il 29 novembre, l’ex avvocato di Trump, Michael Cohen, si è dichiarato colpevole per aver mentito al Congresso su un progetto immobiliare proposto a Trump in Russia.

Nella stessa giornata del 29 novembre, intanto, il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha accusato Mosca, che già si è annessa la Crimea nel 2014, di voler annettere il suo intero Paese e ha invitato la NATO a schierare navi da guerra nel mar d’Azov, “per assistere l’Ucraina e garantirne la sicurezza”. “Putin rivuole indietro il vecchio impero russo. La Crimea, il Donbass, vuole l’intero Paese. Il suo impero non può funzionare senza l’Ucraina”, ha messo in guardia Poroshenko, concludendo che “questa politica aggressiva della Russia non è accettabile” e che occorre chiedersi che cosa farà Putin se non sarà fermato.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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