India: in migliaia a protestare per la crisi agricola

Pubblicato il 30 novembre 2018 alle 15:19 in Asia India

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Migliaia di contadini provenienti da tutta l’India hanno marciato verso il Parlamento a Nuova Delhi, venerdì 30 novembre, chiedendo la fine della crisi agraria del Paese, nonché una seduta speciale per discutere la situazione. Gli agricoltori, riuniti nel Comitato di coordinamento indiano Kisan Sangharsh (AIKSCC), hanno protestato contro i crescenti costi operativi e l’abbassamento dei prezzi dei prodotti che hanno portato la miseria a molti.

L’agenzia di stampa Reuters riferisce che tale manifestazione costituisce uno dei maggiori segni di frustrazione nei confronti il governo del primo ministro, Narendra Modi, il quale dovrà affrontare le elezioni il maggio prossimo. Si attestano sui circa 263 milioni, in India, gli operatori agricoli, i quali dunque compongono un importante blocco di voti. Uno dei leader della protesta, Yogendra Yadav, ha dichiarato durante la marcia che il tasso di suicidi tra gli agricoltori è così alto che ormai è una routine. “È un peccato che il governo non abbia tempo per coloro che ci nutrono” ha aggiunto Yadav, anche capo del comitato Jai Kisan Andolan, sottolineando il poco interesse delle politiche pubbliche rispetto alla sua categoria, sebbene i numeri dell’agricoltura siano importanti. Questa, secondo i dati di Reuters, contribuisce per circa del 15% all’economia indiana, il cui valore 2,6 trilioni di dollari la colloca al terzo posto tra le più grandi in Asia, ed impiega poco meno di metà della popolazione.

La rabbia degli agricoltori indiani deriva dai bassi prezzi dei prodotti alimentari, dai freni all’esportazione, dalle politiche anti-inflazione che mantengono bassi i redditi rurali e da un ampio spostamento dai sussidi alle spese di investimento.

Gli organizzatori dell’evento sostengono che la manifestazione sia “una delle più grandi congregazioni di agricoltori” nella capitale indiana negli ultimi tempi. Secondo Indianexpress, a polizia ha preso accordi elaborati per tenere sotto controllo la situazione, con almeno 3.500 persone dislocate lungo il percorso.

La richiesta dei manifestanti del 30 novembre è una sessione speciale in Parlamento affinché si discuta seriamente della crisi nelle campagne. Il malcontento generale, attribuito alle politiche dell’amministrazione Modi, secondo Reuters potrebbe far perdere il sostegno al Partito Bharatiya Janata, ora al governo, che ha ottenuto la maggior vittoria elettorale negli ultimi trent’anni alle elezioni del 2014. Analisti politici ed economisti agricoli sono d’accordo sulla previsione che il primo ministro Modi troverà difficile ripetere il successo ottenuto.

Non è la prima volta che in India avviene una manifestazione contadina per la situazione drammatica in cui si vive nelle campagne. L’anno scorso, la polizia ha ferito fatalmente sei contadini che protestavano contro i prezzi troppo bassi nel Madyha Pradesh, nell’India Centrale. In questo Stato si è recentemente tenuta un’elezione dell’Assemblea Statale, dove si è osservata una competizione tra il Partito Bharatiya Janata e il partito d’opposizione. Il risultato, che sarà noto l’11 dicembre, fungerà da banco di prova per le elezioni di maggio 2019.

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di Redazione

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