Spagna: norme più restrittive sul web

Pubblicato il 29 novembre 2018 alle 19:21 in Europa Spagna

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Cambia la legge sul web in Spagna. Il governo potrà decretare la chiusura di siti pirata in caso di recidiva senza previa autorizzazione giudiziaria.

La chiusura di pagine web senza la necessità di un’autorizzazione giudiziaria è stata resa possibile grazie all’approvazione da parte del Congresso di Madrid della riforma della legge sulla proprietà intellettuale. Il progetto di legge ratificato aveva come obiettivo quello di modificare i regolamenti sulla proprietà intellettuale, e introduce questa novità attraverso un emendamento al testo, il numero 32, concordato dal Partito Socialista con l’opposizione popolare e liberale.

Da oggi in poi, quando è attestata la “ripetizione per la seconda volta delle attività illecite”, il provider di Internet che ospita il contenuto deve eseguire “la misura della cooperazione” su richiesta dal Ministero della Cultura, che “non richiede l’autorizzazione giudiziaria”, come previsto nella cosiddetta Legge Sinde in vigore finora. Questo punto della riforma richiede lo snellimento della chiusura di pagine che hanno precedentemente violato i diritti di proprietà intellettuale, e dunque consentito di vedere attraverso siti web pirata film e serie o repliche del lavoro giornalistico di riviste di informazione. In casi di recidiva, la decisione rimane dunque nelle mani dell’Esecutivo, che non avrebbe bisogno di richiedere l’autorizzazione del tribunale prevista dall’articolo 122 bis della legge 29/1998. Nel 2011 la legge venne modificata dal ministro del PSOE Ángeles González-Sinde e fu definitivamente approvata quando il PP era già tornato al governo.

Alcuni generatori di contenuti avevano chiesto di accelerare i meccanismi per evitare la pirateria ed è certo che il decadimento dell’obbligo di autorizzazione giudiziaria garantisce forza e velocità alle richieste dai titolari dei diritti. Tuttavia, la modifica ha incontrato l’opposizione dei fornitori di servizi online. Adigital (Associazione spagnola per l’economia digitale) ritiene che questo emendamento “annulli la garanzia procedurale fornita dall’intervento giudiziario per il semplice fatto che il soggetto abbia violato le norme già in precedenza, in parole semplici l’emendamento proposto fulmina la presunzione di innocenza “.

Tra le oltre 500 aziende associate ad Adigital vi sono piattaforme in grado di ospitare pagine Web che utilizzano contenuti non di loro proprietà. Google, gigante tra la grande tecnologia e il motore di ricerca predominante, non vede questo cambiamento come positivo, secondo quanto riferito al quotidiano spagnolo El Mundo da diverse fonti. Allo stesso modo, l’associazione dei consumatori Facua si dice contraria all’emendamento per “la perdita di libertà che può significare”.

Come chiarito dal Ministero della Cultura, “la cessazione dell’attività di una pagina web (già prevista dalla Legge sulla proprietà intellettuale) può essere adottata solo in caso di ripetuti comportamenti illegali e dopo aver concluso diverse procedure amministrative”. In seguito alla reiterazione delle non conformità, secondo l’esecutivo soagnolo, “i gruppi parlamentari concordano sul fatto che la seconda autorizzazione può essere soppressa poiché questa procedura non è necessaria, ritarda i tempi della giustizia e peggiora l’effettiva tutela giudiziaria”. Ciò significa che la reiterazione consente di derogare all’autorizzazione. Dipenderà quindi dalla Commissione sulla Proprietà Intellettuale autorizzata dalla Legge Sinde, e quindi Potere Esecutivo e non necessariamente da quello giudiziario.

L’Associazione spagnola dei creatori di contenuti e l’associazione degli autori sottolineano come con la nuova norma il paese si sia messo al passo con molti paesi europei, tra cui Italia, Portogallo e Regno Unito. Marta Rivera, dei liberali di Ciudadanos e vicepresidente della commissione cultura, ha sottolineato come l’attuale procedura richieda fino a due anni prima di ottenere la chiusura dei siti pirata, e che uno snellimento del processo fosse assolutamente necessario.

La norma approvata dalle Cortes converte in legge dello stato spagnolo due direttive europee, la 2014/26 del Parlamento e del Consiglio e la 2017/1564 sempre del Parlamento e del Consiglio.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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