Niger: Frontex stabilisce prima cellula per l’analisi del rischio a Niamey

Pubblicato il 29 novembre 2018 alle 6:01 in Immigrazione Niger

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Frontex, l’agenzia europea della Guardia di Frontiera e Costiera, ha aperto la sua prima “Risk Analysis Cell”, cellula per l’analisi del rischio, a Niamey, in Niger, on cooperazione con le autorità nigerine.

Il ruolo di tale entità, gestita da analisti locali addestrati e formai dall’agenzia europea, è quello di raccogliere e analizzare dati strategici sul crimine trans-frontaliero con i vari Paesi africani vicini, e supportare le autorità coinvolte nella gestione della sicurezza dei confini. Tra le informazioni rilevanti sono inclusi gli attraversamenti illegali dei confini, la frode d’identità e il traffico di esseri umani. I dati rilevanti verranno condivisi con Frontex e con le autorità locali e regionali per produrre raccomandazioni politiche, al fine di innalzare la sicurezza dell’area.

Tale cellula è la prima di altre 8 che verranno istallate nei Paesi africani considerati più sensibili, quali Ghana, Gambia, Senegal, Kenya, Nigeria, Guinea e Mali, ed è inserita nel contesto della Africa-Frontex Intelligence Community (AFIC). Tale entità è stata lanciata nel 2010 per creare un quadro per la condivisione regolare di informazioni riguardo ai migranti ed al contrabbando presso ni confini degli stati africani.

Il Niger rappresenta uno dei Paesi chiave nel continente africano, in quanto tradizionale territorio di transito per i flussi migratori provenienti dall’Africa occidentale e diretti verso la Libia e l’Algeria. Il traffico di esseri umani nel Paese africano è stato favorito, negli ultimi 60 anni, dall’instabilità politica, sociale ed economica di tale Stato. Ex colonia francese, il Niger ha ottenuto l’indipendenza il 3 agosto 1960. Da allora, la strategia adottata dai governi nazionali è stata finalizzata alla modernizzazione dell’economia, puntando, in particolare, sullo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie, che, tuttavia, non sono state sufficienti ad arricchire il Paese che, secondo le Nazioni Unite, rimane, ad oggi, uno dei più poveri del mondo. 

Complicano ulteriormente la condizione del Niger gli scontri tra il governo locale e il gruppo terroristico nigeriano Boko Haram, la cui violenza ha costretto sempre più persone ad abbandonare il Paese per rifugiarsi nel vicino Ciad, che pure non è risparmiato dalla violenza dei terroristi nigeriani. Inoltre, l’instabilità degli Stati vicini, quali Mali, Libia e Nigeria, contribuisce ad aggravare la situazione interna del Niger. Al confine tra la Libia e il Niger, in particolare, si concentra un’intensa attività dei trafficanti di esseri umani. Secondo le stime dell’IOM, solo nel mese di febbraio 2018, sono giunti nel Paese 27.000 migranti.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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