Nicaragua: Sanzioni Usa contro vicepresidente Murillo

Pubblicato il 29 novembre 2018 alle 6:01 in America centrale e Caraibi USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo martedì 27 novembre che introduce sanzioni contro le autorità del Nicaragua per aver partecipato a violazioni dei diritti umani, essere causa della riduzione degli standard democratici nel paese centroamericano e per rappresentare una “minaccia alla sicurezza nazionale”. Nel suo terzo round di sanzioni contro il Nicaragua, il Dipartimento del Tesoro ha colpito alti responsabili politici fino a raggiungere Rosario Murillo, vice presidente e moglie del presidente Daniel Ortega, e Nestor Moncada Lau, consigliere per la sicurezza nazionale.

Le sanzioni contro Murillo e Moncada prevedono il blocco di tutti i loro beni e beni sotto la giurisdizione statunitense e impediscono alle persone e alle entità statunitensi di intrattenere rapporti commerciali con loro. Washington ha adottato la stessa qualifica di “minaccia alla sicurezza nazionale” rispetto al Venezuela durante gli ultimi mesi del governo di Barack Obama e l’amministrazione di Trump la ha mantenuta vigente. L’amministrazione di Ortega, al potere dal 2006 dopo un primo mandato tra il 1979 e il 1990, ha definito le misure come “la continuazione della storica interferenza e della politica interventista del potere imperialista USA contro il Nicaragua”.

L’ordine esecutivo USA indica anche fra le cause delle nuove sanzioni “lo smantellamento sistematico delle istituzioni democratiche e dello Stato di diritto da parte del regime del presidente del Nicaragua, l’uso di violenza indiscriminata e di tattiche repressive contro i civili e la corruzione che ha portato alla destabilizzazione dell’economia nicaraguense”.

Il Dipartimento del Tesoro ha giustificato l’elezione di Murillo e Moncada per essere “coinvolti in violazioni dei diritti umani o atti di corruzione in Nicaragua”. Gli Stati Uniti sono determinati a impedire ai funzionari di Ortega di accedere al sistema finanziario statunitense per ottenere profitti “a spese del popolo nicaraguense” – ha reso noto il Tesoro in una nota. L’amministrazione Trump ha avvertito che questo non finisce qui. Washington continuerà a “fare pressione” sul regime di Ortega e sui suoi sostenitori utilizzando “tutti gli strumenti economici e diplomatici a nostra disposizione”. 

Nei giorni scorsi era stata resa pubblica dal quotidiano nicaraguense El Confidencial de Managua una serie di messaggi di posta elettronica che dimostrano che la risposta iniziale alla crisi, sin dal 19 aprile scorso, giorno successivo all’inizio delle proteste, è stata diretta da Rosario Murillo, che si è proclamata Segretario Generale del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN) ed ha assunto “in pratica le funzioni di presidente”. Nei primi giorni della crisi, il presidente Ortega non si è mai mostrato né in pubblico né nei media locali, lasciando alla moglie e vicepresidente la guida delle operazioni contro le proteste. Iniziate il 18 aprile per protestare contro la riforma delle pensioni, le manifestazioni si sono rapidamente evolute nell’espressione del malcontento generalizzato del popolo nicaraguense. Negli scontri che sono seguiti fino ad oggi, sono rimaste uccise tra 350 e 550 persone.

Sempre secondo le mail diffuse dal quotidiano di Managua, il 20 aprile Murillo ha ordinato ai segretari locali del FSLN la “presa immediata” dei punti nevralgici della capitale e delle principali città del paese da parte di “funzionari pubblici fedeli” e di simpatizzanti del partito. Da quest’ordine sarebbe seguito secondo gli avversari del governo sandinista, la decisione di affidare a bande paramilitari vicine al FSLN la repressione violenta delle manifestazioni e la gestione degli scontri con gli studenti. 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.