Egitto – Arabia Saudita: l’embargo contro il Qatar rimarrà in vigore fino a nuovo ordine

Pubblicato il 29 novembre 2018 alle 7:36 in Medio Oriente Qatar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Egitto e l’Arabia Saudita hanno annunciato che l’embargo contro il Qatar rimarrà in vigore fino a nuovo avviso.

La notizia è stata annunciata dall’emittente emiratina Al-Arabiya, la quale ha riferito che i due Paesi hanno ribadito il loro rifiuto di fare4 qualsiasi concessione nei confronti di Doha, la quale è sanzionata da oltre un anno. L’annuncio è stato effettuato in seguito al meeting al Cairo tra il principe ereditario saudita, Mohammes bi Salman, e il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, il 26 novembre. Tale visita ha fatto parte del tour regionale nel Golfo Persico e in Nord Africa del principe ereditario saudita, che si è recato negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein e in Tunisia.

La crisi con il Qatar, conosciuta anche come “la crisi del Golfo”, è iniziata il 5 giugno 2017 quando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno imposto un embargo contro Doha, a causa di un presunto sostegno e finanziamento ad organizzazioni terroristiche. Da parte sua, il Qatar ha sempre negato le accuse, ma si è trovato in una grave condizione di isolamento. I confini terrestri e marittimi del Paese sono stati chiusi, i collegamenti aerei sospesi e i cittadini qatarini espulsi dagli Stati sostenitori dell’embargo. I tre Paesi del Golfo e l’Egitto hanno accusato Doha di sostenere il terrorismo e di essere eccessivamente vicina al rivale regionale dell’Arabia Saudita, l’Iran. Nell’annunciare l’embargo, Riad aveva dichiarato che questo fosse necessario per “proteggere la sicurezza nazionale dai pericoli del terrorismo e dell’estremismo”. Il Qatar ha ripetutamente definito tali accuse “infondate”, denunciando l’embargo come un tentativo di imporre un controllo sulla nazione.

Subito dopo l’annuncio della rottura delle relazioni diplomatiche, il Bahrain e l’Egitto hanno richiamato i loro diplomatici da Doha, dando 48 ore di tempo ai diplomatici qatariani per lasciare i propri Paesi. Gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita hanno imposto misure ancora più dure, concedendo due settimane di tempo a tutti i cittadini del Qatar per lasciare il Paese, senza possibilità di ritornarvi. Le autorità saudite, inoltre, hanno chiuso l’ufficio di Riad dell’emittente qatariana, Al-Jazeera. Infine, la Giordania ha seguito l’esempio e ha annunciato un ridimensionamento dei propri rapporti diplomatici con il Qatar.

Dal momento che Doha era fortemente dipendente dalle importazioni di prodotti alimentari, si è temuto che la chiusura delle frontiere potesse portare ad una grave carenza di cibo. Tuttavia, grazie all’intervento di Paesi come l’Iran e la Turchia, che hanno aumentato le loro esportazioni di beni alimentari versoil Qatar, una possibile crisi di beni alimentari è stata scongiurata. Il 22 giugno 2017, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno consegnato una lista con 13 richieste da soddisfare per mettere fine all’embargo. Tra queste vi erano la chiusura del quotidiano d’informazione Al-Jazeera e della base militare turca a Doha e la limitazione delle relazioni con l’Iran. Il Qatar ha rigettato la lista come “non realistica”, descrivendo le richieste come “non perseguibili”. I quattro Paesi hanno poi risposto minacciando nuove sanzioni e il 25 luglio ha presentato una lista nera “di terroristi” in cui figuravano 18 gruppi e individui accusati di avere collegamenti con il Qatar. La lista contiene adesso 90 nomi di personalità affiliate ad organizzazioni quali la Mezzaluna Rossa del Qatar e l’Unione internazionale degli studiosi musulmani.

Il blocco ha danneggiato le imprese, le possibilità d’istruzione e la mobilità dei qatariani. Il Qatar ha descritto le azioni intraprese contro di lui “prive di giustificazione legittima”, affermando che tali decisioni violano la sovranità di Doha. Sia l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al-Thani, sia il ministro degli Esteri del Paese, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, hanno ribadito che Doha è disposta a negoziare con le Nazioni della regione e ha accolto le richieste dei leader internazionali di avviare dei colloqui per trovare una soluzione alla questione dell’embargo. Nonostante i gravi sforzi di mediazione da parte del Kuwait, degli Stati Uniti e dell’Europa, un più di un anno di distanza, la situazione rimane irrisolta. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.