Il decreto sicurezza è legge

Pubblicato il 29 novembre 2018 alle 10:54 in Immigrazione Italia

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Il Decreto sicurezza e immigrazione è stato approvato in via definitiva con 369 voti favorevoli e 99 contrari, trasformandosi in legge, come promesso nei giorni scorsi dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, principale fautore del provvedimento.

In seguito alla fiducia ottenuta in seno alla Camera martedì 27 novembre, è stato dato il via libera nella serata di mercoledì 28 novembre. Come sottolineato da un comunicato del Viminale, il decreto contiene “disposizioni in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica e urbana, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’Interno e il contrasto alla mafia”. L’approvazione del provvedimento è stata festeggiata dai deputati della Lega, mentre i colleghi del Movimento 5 Stelle non hanno applaudito.

Il disegno di legge era già stato approvato in Senato il 7 novembre con 163 senatori a favore, 59 contrari e 19 astenuti. Alla Camera, invece, i voti favorevoli erano stati 336, mentre quelli contrari 249. La fiducia è stata votata dai deputati del Movimento 5 Stelle, della Lega e 3 del gruppo Misto (Maie), quali Salvatore Caiata, Antonio Tasso e Catello Vitiello. Contrati alla fiducia, invece, sono stati Fratelli d’Italia, Pd, LeU, Forza Italia ed altri esponenti del gruppo Misto. Gli astenuti, infine, sono stati 3 deputati della Lega e uno del Movimento 5 Stelle, mentre gli assenti sono stati uno del Carroggio e 7 del Movimento 5 Stelle.

Salvini ha commentato le votazioni del 28 novembre dichiarando di essere molto contento. “È una giornata memorabile, sono felice, molto soddisfatto che sia rimasto qualche reduce di sinistra a ritenere che l’immigrazione clandestina non sia un problema, che la sicurezza sia una cosa di destra, mentre è una cosa di tutti”, ha riferito il capo del Viminale. I deputati del Pd, invece, hanno indossato maschere bianche sui volti subito dopo che Graziano Delrio ha concluso il proprio intervento in dichiarazione di voto sul decreto.

Ora che è divenuto legge, il decreto sicurezza e immigrazione  permetterà alle autorità italiane di annullare la richiesta degli immigrati che compiono reati mentre attendono l’approvazione della richiesta di asilo, rimandandoli nel loro Paese di origine. In merito all’immigrazione e alla protezione internazionale, nello specifico, il provvedimento vuole intervenire sui maggiori punti critici dell’attuale sistema, come la sproporzione tra il numero di riconoscimenti delle forme di protezione internazionale disciplinate espressamente a livello europeo, quali lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria, e il numero di permessi di soggiorno che vengono rilasciati per ragioni umanitarie.

Verrà altresì eliminato l’esercizio discrezionale nella concessione della tutela umanitaria, introducendo al suo posto una tipizzazione dei casi di tutela complementare, che preveda requisiti specifici per gli interessati. Le Commissioni territoriali dovranno individuare i profili a rischio per verificare la sussistenza del presupporti del principio del non respingimento. Per migliorare la gestione delle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale, verranno introdotte disposizioni volte a contrastare il ricorso strumentale alla richiesta di protezione, individuando le domande rivolte con lo scopo di eludere un provvedimento di allontanamento, nel rispetto delle norme europee. Per quanto riguarda le domande presentate alla frontiera dopo che lo straniero è stato fermato per aver cercato di evitare i controlli, è previsto che questo venga trattenuto per indagare sulla sua identità e sulla sua cittadinanza.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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