200 milioni di tangenti per contratti in Venezuela

Pubblicato il 29 novembre 2018 alle 15:32 in Cina Venezuela

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Il cosiddetto Gran Volumen, il contratto da 20 miliardi di dollari firmato nel 2010 da Cina e Venezuela, è stato al centro di una fittissima rete di corruttele. La costruzione di infrastrutture per l’energia nel paese sudamericano ha creato un enorme business di commissioni illegali. Un’indagine della giustizia di Andorra ha rivelato che l’imprenditore assicurativo venezuelano Diego Salazar e i suoi collaboratori hanno raccolto 200 milioni di dollari in tangenti da cinque società cinesi. La rete di Salazar nascondeva il suo bottino alla Banca Privada d’Andorra (BPA), una banca chiusa nel 2015 dalle autorità del Principato che si trova sui Pirenei per il riciclaggio di denaro sporco.

La gigantesca torta di opere pubbliche offerta dal Gran Volumen era appalto solo di compagnie cinesi, e cioè le imprese del gigante asiatico che hanno partecipato agli appalti del governo del Venezuela. Lo sviluppo del mega-contratto è stato stabilito in un piano d’azione concepito nel 2007. I due paesi hanno quindi firmato l’accordo sul cosiddetto “Fondo di cooperazione binazionale”. La Cina concesse un prestito al Venezuela attraverso la Development Bank of China (BDC) e contribuì per due terzi. La Banca dello sviluppo economico e sociale (Bandes) del Venezuela era responsabile della gestione dei fondi. In pratica era un grande piano per modernizzare il Venezuela, nei fatti si è dimostrata una grande occasioni per imprenditori che avessero buone relazioni con dirigenti politici.

Diego Salazar, ad esempio, è cugino Rafael Ramirez, che è stato ministro dell’Energia e del Petrolio del paese sudamericano tra il 2004 e il 2012 ed ha presieduto Petroleos de Venezuela S.A. (PDVSA), la più grande azienda pubblica del paese e il principale esportatore di petrolio dell’intera America.  Il giudice di Andorra Canòlic Mingorance ha svelato che Salazar ha contattato le aziende cinesi per facilitare l’aggiudicazione degli appalti in cambio di tangenti. Con lui ha collaborato il primo segretario dell’ambasciata venezuelana a Pechino, Luis Enrique Tenorio. Per nascondere i suoi benefici, Tenorio ha creato una società a Panama, la Phomphien Corporation, con un conto nella succitata BPA di Andorra.

Il circolo Venezuela-Cina-Andorra ha funzionato perfettamente. Highland Assets, la società di copertura utilizzata da Salazar e soci, firmò un accordo con la società cinese CAMC Engineering per cui offriva consulenza per ottenere i lucrosi appalti messi a bando dal Ministero del petrolio e dell’energia, in particolare da PDVSA e Corpoelec, l’impresa pubblica dell’energia, nel quadro dell’aggiudicazione di grandi opere progettate nel quadro del Gran Volumen.

A titolo di esempio: un milione di dollari per il progetto delta dell’Orinoco; 400.000 dollari per la centrale sul fiume Guarico; 600.000 prima e un milione di dollari poi per un altro progetto sul fiume Orinoco; tre milioni per i progetti di Fábrica, Tiznado, Piritu Becerrra, Delta Orinoco e Guarico. Tra il 2011 e il 2012, il flusso di versamenti sul conto andorrano non si è fermato ed ha aggiunto i 106 milioni di dollari. A questi vanno aggiunti i diversi versamenti effettuati da altre imprese per altri progetti a soci e collaboratori di Salazar, tra cui Eudomiro Carruyo, direttore finanziario della Petroleos de Venezuela S.A. che ha ricevuto 50 milioni di dollari assieme a Salazar e 7 milioni sul suo conto personale dalla Sinohydro Corp. Ltd per un appalto da 315 milioni di dollari per la costruzione della centrale elettrica di La Cabrera. Alla fine, secondo la magistratura di Andorra, le tangenti i cui proventi sono arrivati nelle banche del principato superano i 200 milioni di dollari. 

Il contratto tra Salazar e i cinesi era confidenziale fino a quando non è divenuto oggetto delle indagini del giudice Mingorance, che si occupa del caso da quando la Banca Privada d’Andorra è stata coinvolta nello scandalo dei Panama Papers. La BPA, con filiali in Spagna, Svizzera, Lussemburgo, Panama e Uruguay, è stata oggetto anche di indagini in Spagna, essendo l’istituto dove la famiglia di Jordi Pujol, presidente della Catalogna tra il 1980 e il 2003, versava denaro proveniente, secondo la magistratura, da commissioni illecite.

Il giudice Mingorance ha usato il testo del contratto tra la Highland Assets e la CAMC Engineering per sostenere parte della sua accusa e perseguire Salazar per riciclaggio di denaro. Salazar è stato arrestato lo scorso anno a Caracas e si trova in galera. Assieme a Salazar sono sotto inchiesta altre 27 persone, tra cui Nervis Villalobos y Javier Alvarado, ex ministri dell’Energia di Hugo Chávez.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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