Afghanistan: formato team di negoziazione per la pace

Pubblicato il 28 novembre 2018 alle 17:32 in Afghanistan Asia

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Il presidente afghano, Ashraf Ghani, mercoledì 28 novembre, ha annunciato la formazione di un team di negoziazione di 12 componenti affinché possano cominciare le trattative per la pace nel Paese. Il trattato di pace includerà anche i talebani, se disponibili a collaborare in un contesto sociale democratico ed inclusivo, dove i diritti delle donne sono rispettati. 

La dichiarazione è avvenuta nel quadro della Conferenza per l’Afghanistan a Ginevra, un summit di due giorni al quale hanno partecipato diplomatici di tutto il mondo per discutere dello sviluppo e dell’economia del Paese asiatico, distrutto da anni di guerra. Le Nazioni Unite, promotrici insieme al governo afgano dell’evento, tenutosi al Palazzo delle Nazioni il 27 e 28 novembre, hanno ritenuto l’incontro cruciale nel misurare gli effetti degli aiuti internazionali dal valore di 15.2 miliardi, riporta Al Jazeera English.

Nel suo intervento, il presidente Ghani ha disegnato delle linee guida per il raggiungimento degli obbiettivi. I principi che, secondo il leader, devono essere alla base di ogni accordo di pace in Afghanistan sono il rispetto della Costituzione afghana, specialmente nelle disposizioni sulle donne, ed il rifiuto delle interferenze negli affari interni da parte di gruppi terroristici e criminali stranieri.  Il governo afghano “ha formato gli organi e i meccanismi necessari per perseguire un accordo di pace”, ha dichiarato il capo di Stato, aggiungendo che il team di negoziazione sarà guidato dal suo capo dello staff, Abdul Salam Rahimi. Ghani ha concluso sottolineando il bisogno di misure per creare fiducia tra le ex fazioni in guerra durante il primo anno del processo di pace.

I talebani, il cui scopo è quello di espellere le forze armate straniere dal Paese, erano stati invitati per la prima volta dal governo di Kabul a sedersi al tavolo delle trattative, senza precondizioni, a febbraio 2018. Il capo dell’UNAMA, missione dell’ONU operante in Afghanistan, Toby Lazier, il 23 novembre, si è detto certo che verrà raggiunto un accordo di pace. Ha però specificato che c’è bisogno di più coordinazione internazionale e della volontà di includere tutte le parti nella discussione. Su quest’ultimo punto, di recente è stato fatto un passo avanti. Il 18 novembre, infatti, i leader dei talebani hanno incontrato il rappresentante speciale degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, in Qatar per la seconda volta in questo mese. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato, giovedì 22 novembre, che gli USA si trovano ad un buon punto nei negoziati di pace.

Il summit tenutosi a Ginevra in questi giorni non è il primo tentativo di districare la problematica situazione nel Paese asiatico. Nel 2011, a Bonn, la comunità internazionale si accordò su un programma di aiuti per l’Afghanistan chiamato “decennio della trasformazione”, affinché lo Stato potesse essere indipendente per il 2024. Durante la Conferenza di Tokyo, nel 2012, venne istituito un sistema di controlli periodici attraverso incontri ministeriali e crearono il cosiddetto Tokyo Mutual Framework (TMAF), strumento di coordinamento tra il governo afgano e gli Stati partecipanti per lo sviluppo del Paese. Ulteriori conferenze si sono tenute nel 2014 e nel 2016, rispettivamente a Londra e a Bruxelles, dove sono state discusse ulteriori politiche di collaborazione internazionale.

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di Redazione

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