Ucraina: introdotta la legge marziale dopo il confronto dello stretto di Kerch

Pubblicato il 27 novembre 2018 alle 11:30 in Russia Ucraina

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Il Parlamento ucraino ha approvato, lunedì 26 novembre, un decreto per instaurare la legge marziale, per 30 giorni, nelle aree del Paese più vulnerabili ad un potenziale attacco della Russia. La decisione è stata presa all’indomani, e a causa, dello scontro tra Mosca e Kiev sullo stretto di Kerch. Da quel momento, il Presidente ucraino Petro Poroshenko ha dichiarato che l’Ucraina si trova a fronteggiare la seria minaccia di un’ invasione russa, come riferisce Reuters.

Lo stretto di Kerch, che collega il mar Nero con il mar d’Azov, si trova ad est della penisola di Crimea, controllata dalla Federazione Russa. Tale stretto è stato il teatro di uno scontro diplomatico tra la Mosca e Kiev domenica 25 novembre. Quel giorno, in seguito al tentativo di tre navi ucraine, precisamente due corazzate ed un rimorchiatore, di attraversare lo stretto, la Russia, accusando l’Ucraina di aver violato le sue acque territoriali, ha aperto il fuoco contro le imbarcazioni in questione, come sottolinea la BBC riportando fonti della marina ucraina, che ha reso noto che alcuni membri dell’equipaggio sono stati feriti.

“La Russia ha portato avanti una guerra ibrida contro il nostro Paese per cinque anni, ma dopo l’attacco nei confronti delle navi ucraine si è passati ad un nuovo livello di aggressione”, ha dichiarato Poroshenko, nel commentare gli eventi del fine settimana. In contrasto, il Servizio Federale di sicurezza russo sostiene, in sua difesa, che Kiev non abbia avvertito Mosca dell’avvicinamento delle navi da guerra alle acque territoriali russe.

Mosca sostiene dunque che si tratti di una provocazione da parte di Kiev “finalizzata ad accendere un’altra fonte di tensione nella regione così da creare un pretesto per aumentare le sanzioni contro la Russia”, come riporta in una nota del ministero degli Esteri di Mosca citata da Reuters.

Gli eventi sono stati definiti dal segretario di Stato americano Mike Pompeo “una pericolosa escalation ed una violazione del diritto internazionale”, in un comunicato stampa in cui ha inoltre richiamato alla moderazione entrambi i Paesi coinvolti. “Esortiamo i presidenti Poroshenko e Putin a impegnarsi direttamente per risolvere questa situazione”, si più leggere nel comunicato. La necessità di un dialogo è stata sottolineata anche dal cancelliere tedesco Angela Merkel.

Durante una telefonata con Poroshenko, Pompeo ha ribadito il forte sostegno degli Stati Uniti nei confronti della sovranità territoriale dell’Ucraina. Allo stesso modo si è espresso anche il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, che ha ribadito il pieno appoggio all’unità territoriale del Paese da parte dell’Alleanza Atlantica.

In seguito agli eventi del 25 novembre, Poroshenko ha dichiarato che l’introduzione della legge marziale, per un periodo di tempo limitato e solo per alcune aree, sarebbe stata necessaria per rafforzare le capacità di difesa del Paese. Il Presidente ucraino, convinto della necessità di tale rimedio, ha provveduto a rassicurare alcuni membri del Parlamento inizialmente scettici al riguardo, spiegando loro che la legge marziale non verrà usata come mezzo per diminuire le libertà civili o per posticipare le elezioni presidenziali previste per il prossimo 31 marzo, in cui sfiderà Julija Timoshenko.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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