Tensioni Russia – Ucraina: la posizione degli Stati Uniti

Pubblicato il 27 novembre 2018 alle 12:45 in Russia USA e Canada Ucraina

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Gli Stati Uniti hanno espresso “profonda preoccupazione” per l’incidente verificatosi nello stretto di Kerch, il 25 novembre, tra Mosca e Kiev. Lunedì 26 settembre, l’ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha condannato l’azione “arrogante” di Mosca, definendola “un’oltraggiosa violazione della sovranità territoriale ucraina”, mentre il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha accusato la Russia di aver determinato “un’escalation pericolosa e una violazione del diritto internazionale”. Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è dichiarato scontento dell’accaduto e attento agli sviluppi della situazione.

Domenica 25 novembre, tre navi ucraine – due corazzate ed un rimorchiatore – hanno tentato di attraversare lo Stretto di Kerch, il passaggio situato ad est della penisola della Crimea che collega il mar Nero con il mar d’Azov. Mosca, che ha interpretato tale condotta delle imbarcazioni ucraine come una violazione delle sue acque territoriali, ha reagito aprendo il fuoco contro le navi e disponendone il sequestro. Kiev, da parte sua, ha respinto tali accuse, incolpando a sua volta la Russia di aver commesso “un’aggressione militare”. In seguito all’incidente, l’ambasciatore ucraino presso le Nazioni Unite, Volodymyr Yelchenko, ha invitato la comunità internazionale “a imporre una nuova serie di sanzioni, volte ad affrontare la situazione nella regione”, avvertendo che, in ogni caso, l’Ucraina è “pronta a usare tutti i mezzi disponibili nell’esercizio del suo diritto all’autodifesa”. Il viceambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiy, ha accusato l’Ucraina di aver pianificato l’incidente per accrescere in tal modo la popolarità del presidente Poroshenko.

Il capo degli Affari Politici delle Nazioni Unite, Rosemary DiCarlo, ha informato il Consiglio di sicurezza che le Nazioni Unite non hanno potuto verificare in modo indipendente l’accaduto, ma ha raccomandato cautela ad entrambe le parti coinvolte.

Lunedì 26 novembre, l’ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha avvertito la Russia che il suo sequestro delle tre imbarcazioni ucraine è “un’oltraggiosa violazione del territorio sovrano ucraino” e ha sollecitato Mosca a ridurre le tensioni causate dal suo atto “arrogante”. La Haley ha riferito di essersi consultata preventivamente con Trump e con Pompeo e che, pertanto, la posizione da lei espressa “riflette le preoccupazioni al più alto livello”. La Haley ha sottolineato che, “come il presidente Trump ha ribadito molte volte, gli Stati Uniti gradirebbero un rapporto normale con la Russia. Ma azioni illegali come questa continuano a renderlo impossibile”. Pertanto, ha chiarito il diplomatico statunitense, Washington manterrà le sanzioni imposte a Mosca in seguito all’annessione della Crimea. L’ambasciatrice americana ha altresì avvertito la Russia che azioni di questo genere comprometteranno ulteriormente la sua posizione nella comunità internazionale e inaspriranno i rapporti tra la Russia e gli altri Paesi, inclusi gli Stati Uniti.

Nella stessa giornata del 26 novembre, il Dipartimento di Stato americano ha diffuso un comunicato nel quale ha descritto lo speronamento e l’apertura del fuoco da parte delle navi russe a danno delle imbarcazioni ucraine, il conseguente ferimento di alcuni membri dell’equipaggio ucraino e il sequestro delle imbarcazioni in questione come “una pericolosa escalation e una violazione del diritto internazionale”. Gli Stati Uniti, recita il comunicato, condannano questa aggressiva azione russa e chiedono a Mosca “di restituire a Kiev le sue navi e i membri dell’equipaggio trattenuti e di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti, che si estendono alle acque territoriali” e che gli Stati Uniti – ribadisce il comunicato – continuano a sostenere. Tale rispetto – specifica la nota – include il diritto delle navi ucraine di attraversare le acque internazionali. Il Dipartimento di Stato americano, pertanto, ha esortato il presidente ucraino, Petro Poroshenko, e il presidente russo, Vladimir Putin, a impegnarsi direttamente per risolvere la questione. Gli Stati Uniti – conclude il comunicato – respingono il tentativo di annessione della Crimea da parte della Russia”.

Il presidente americano, da parte sua, ha dichiarato, dopo diverse ore di silenzio, di non essere affatto contento dell’accaduto e di sperare che la questione venga chiarita al più presto. Per tale ragione, Trump ha informato di essere al lavoro per risolvere la situazione con gli altri leader europei.

Intanto, il Parlamento ucraino ha approvato un decreto per imporre la legge marziale, per 30 giorni, nelle aree del Paese più vulnerabili ad un potenziale attacco della Russia, che si è annessa la Crimea nel 2014. Da allora, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite  ha affrontato più volte tale questione senza tuttavia riuscire mai a intraprendere alcuna azione concreta, dal momento che la Russia, in quanto membro permanente del Consiglio, può esercitare discrezionalmente il suo potere di veto.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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